Andrea Orcel archivia in maniera «costruttiva» il primo faccia a faccia con il governo tedesco sul futuro di Commerzbank e sull’integrazione con Unicredit. L'apertura della trattativa con Berlino arriva dopo il successo dell’ops italiana che ha permesso a Piazza Gae Aulenti di mettere in portofoglio il 49,65% del gruppo di Francoforte e mentre l’istruttoria autorizzativa della Bce entra nella fase finale.
«In un colloquio costruttivo con il signor Orcel ho chiarito che le prossime fasi dell'operazione devono essere condotte in modo responsabile», ha spiegato il ministro delle finanze tedesco Lars Klingbeil, che ha subito chiarito i desiderata dell’esecutivo: credito, livelli occupazionali, sede e quotazione. Il Tesoro è il secondo azionista della banca dell’Assia con il 12,7%.
«Per il governo federale è fondamentale che Commerzbank possa continuare a svolgere il suo importante ruolo nel finanziamento dell'economia tedesca e delle pmi», ha sottolineato lo stesso Klingbeil. «Abbiamo sotto gli occhi gli interessi degli oltre 40.000 dipendenti di Commerzbank e siamo al loro fianco in questo periodo di incertezza. Ci aspettiamo che la banca rimanga una società per azioni quotata in Borsa con sede a Francoforte e prosegua la sua forte attività con le pmi, sia in Germania sia a livello internazionale», ha aggiunto il ministro.
«Il governo federale continuerà pertanto ad agire» a tutela di tutti questi interessi e «ha sempre chiarito di essere contrario a un'acquisizione ostile». Fonti vicine al Tesoro tedesco fanno inoltre sapere che «lo Stato federale, in qualità di azionista della Commerzbank, deve continuare ad avere due rappresentanti nel consiglio di sorveglianza».
Immediata la reazione ufficiale dello stesso Orcel: «Sono grato al ministro Klingbeil per l’opportunità che mi ha offerto di illustrare le nostre priorità e di conoscere le sue per la prima volta. Abbiamo avuto un primo colloquio proficuo e costruttivo, a cui ne seguiranno presto altri. Spetta ora a entrambe le parti riflettere su questo primo incontro, affinché si possa trovare il modo di procedere nell’interesse di tutte le parti interessate e degli azionisti», ha commentato a caldo il banchiere.
Insomma, Berlino ha preso atto dei rapporti di forza maturati negli ultimi mesi, con un’inversione a U rispetto alla chiusura espressa fino al termine dell’offerta con Unicredit che ha di fatto preso il controllo della banca. Ora un accordo con il governo permetterebbe a Orcel di accorciare i tempi dell’integrazione e di ridurre i rischi di esecuzione, con l’effetto di aprire il board agli italiani già con il prossimo rinnovo nella primavera del 2027.
Per rispondere alle richieste di Berlino il banchiere avrebbe già pronto un piano, come riportato sabato 12 da MF-Milano Finanza. Ovvero una fusione inversa della controllata bavarese Hvb in Commerz. Un’operazione che consentirebbe di mantenere la target quotata al Dax di Francoforte, portando la quota di controllo al 70% e diluendo i soci di minoranza al 30% con lo Stato tedesco all’8%.
Questo deal comporterebbe un’erosione del Cet1 di Unicredit di soli 20-40 punti base, contro circa un punto percentuale dell’acquisto diretto della quota statale. Le sinergie pre-tasse salirebbero a 2 miliardi di euro (da 1,2 miliardi della sola acquisizione) e utile per azione e rote crescerebbero per gli azionisti di Commerzbank dal 15 al 22% nel 2028.
Il piano verrebbe incontro anche alla volontà del governo Merz di inserire due rappresentanti nel nuovo consiglio di sorveglianza della superbanca in modo da tutelare gli interessi nazionali. L’ipotesi del reverse merger è piaciuta anche agli analisti di Bank of America, che ieri hanno confermato il giudizio buy su Unicredit con un prezzo obiettivo di 113 euro.
Insomma, con questo piano sul tavolo i presupposti per un accordo con Berlino ci sono tutti. Tanto più che sul credito la banca italiana ha interesse a mantenere gli attuali livelli, vista la qualità del mercato tedesco. Mentre sull’occupazione non ci sono numericamente grandi differenze tra i piani di Unicredit e quelli di Commerz. (riproduzione riservata)