Bernardo Mingrone punta ancora i suoi denari su Nexi, portando l’investimento personale complessivo sulla paytech da lui guidata a circa 5 milioni di euro.
La scorsa settimana il ceo del colosso italiano dei pagamenti ha messo in portafoglio oltre 260 milioni di azioni di Evergood H&F Lux per un investimento di 2 milioni di euro. Si tratta del veicolo lussemburghese con cui il fondo americano Hellman & Friedman è presente nel capitale di Nexi. Per effetto della fusione con la danese Nets nel 2021 H&F si è ritrovato il 22,19% della paytech, quota che ne fa ancora per qualche giorno il primo azionista.
Cdp, secondo socio con il 19,9%, considera strategica la quota e a maggio ha annunciato di voler salire al 29,9% dando mandato a Mediobanca e a Jp Morgan di costruire la posizione (entrambi gli advisor hanno messo assieme pacchetti del 5% ciascuno).
L’investimento di Mingrone su Nexi è indiretto; è assimilabile a un’opzione che garantisce un’esposizione a leva sull’andamento del titolo ed è da leggersi come un segnale al mercato e al proprio investitore per consolidare la fiducia nella strategia, una mossa di allineamento agli interessi degli azionisti.
L'operazione non ha una scadenza fissa. Il meccanismo è vincolato all'exit di H&F: qualora non avvenisse entro fine 2029, il riferimento di prezzo sarà basato sull'ultimo valore di quell'anno. In caso di performance negativa del titolo al momento dell'uscita del fondo, l'intero premio di 2 milioni andrebbe perduto.
Non è la prima volta che Mingrone investe in Nexi. Il manager ex banchiere ha puntato direttamente un milione a fine marzo, al momento della sua nomina a ceo al posto di Paolo Bertoluzzo e altri due milioni post-Covid nel ruolo di cfo: un milione nel 2022 e un altro milione nel 2024, convinto che il titolo sia sottovalutato. (riproduzione riservata)