L’assemblea di Mps approva l’ops su Mediobanca. L’86,48% dei presenti ha detto sì all’operazione (pari al 63,64% del capitale sociale), mentre i contrari sono stati l’11,81%. La votazione è arrivata nella fase conclusiva dell’assise in corso giovedì 17 aprile a Siena. Gli azionisti hanno approvato anche il bilancio 2024, la distribuzione del dividendo, le politiche di remunerazione, l’integrazione del cda e le modifiche allo statuto. All’assise è presente il 73,59% del capitale.
L’assemblea è stata aperta dalle parole del ceo Luigi Lovaglio: «Penso che questa assemblea sia destinata a segnare una tappa molto importante per il futuro sviluppo della banca, che ha nel suo dna una forte vocazione all'innovazione e alla crescita». Per il banchiere nel 2024 «i risultati che abbiamo raggiunto con tanto lavoro, passione e disciplina, mostrano che la nostra banca è più che pronta anche per guidare un nuovo processo di sviluppo, uno sviluppo industriale che attraverso l'unione delle forze con Mediobanca può creare valore da subito a vantaggio di tutto gli azioni e gli stakeholder». Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche il presidente della banca Maione: «lo svolgimento in presenza dell'assemblea è un segnale di attenzione della banca per tutti i nostri azionisti, con cui teniamo a dialogare sempre con grande trasparenza e mediante un confronto costruttivo».
E riguardo al voto per l’ops il banchiere ha spiegato: «Chiediamo agli azionisti di sostenere un'opportunità di trasformazione che offra valore a lungo termine attraverso la crescita e rendimenti finanziari interessanti con un bilancio solido e resiliente per resistere a qualsiasi scenario economico come quello di questi giorni. Tre anni abbiamo chiesto agli investitori di sostenerci sottoscrivendo l'aumento da 2,5 miliardi e quelli che lo hanno fatto sono stati premiati. Ci impegniamo a fare lo stesso con questa transazione», ha aggiunto Lovaglio.
Il banchiere ha promesso «una significativa creazione di valore« per tutti i soci. Con l'unione tra Mps e Mediobanca «avremo una tale forza patrimoniale che potremo distribuire il 100% degli utili, rafforzando il patrimonio. Questo è il nostro progetto: non ha nessun'altra motivazione» Piazzetta Cuccia «rappresenta per noi un partner ideale per il valore rappresentato dal suo brand e dal patrimonio di competenze di eccellenza che ne hanno fatto la storia», ha concluso Lovaglio.
Tra le novità più rilevanti sulle quote dei grandi azionisti la quota del gruppo Caltagirone che ha una quota del 9,96%. Una partecipazione che era accreditata a questo livello solo come indiscrezione, mentre oggi in assemblea è arriva la conferma. L'ultima quota comunicata a Consob era pari a 5,026. Confermati invece i pacchetti degli altri soci: Tesoro 11,731%, Delfin 9,86%, Banco Bpm 5% e Anima 3,99%.
Spunta una maxi causa da 741 milioni tra le risposte che Mps ha fornito ai soci nell’assemblea che giovedì 17 è chiamata a votare sull’ops su Mediobanca. Ad averla promossa è il gruppo Caltagirone che oggi è secondo azionista di Siena con una quota del 9,9%.
Nella documentazione pubblicata sul proprio sito banca ha rivelato che sei società del gruppo Caltagirone hanno promosso nel 2022 un giudizio contro Mps presso il Tribunale di Roma per chiedere il risarcimento del presunto danno di circa 741 milioni, subito a seguito degli investimenti effettuati tra il 2006 e il 2012 in azioni della banca. La banca si è difesa contestando puntualmente tutte le domande avversarie ed eccependone fra l'altro la prescrizione. Allo stato attuale – precisa la risposta dell’istituto - non risultano pendenti trattative per la definizione bonaria del giudizio». Fra l’altro proprio in una parte di quel periodo (2009-2012) Francesco Gaetano Caltagirone è stato vice presidente del Montepaschi.
Riguardo ai rapporti con il gruppo dell'imprenditore romano, la banca ha spiegato che l'Immobiliare Caltagirone ha rapporti economici con la banca in ragione della corresponsione da parte del Montepaschi di canoni di locazione relativamente a 7 immobili ad uso strumentale (filiali) in forza di contratti di locazione sottoscritti diversi anni prima rispetto all'ingresso del gruppo Caltagirone nella compagine sociale. Per questi rapporti di locazione nel 2024 è stato fatturato un importo pari a circa 2,4 milioni.
Intanto nelle risposte alle domande dei soci la banca prova a fare chiarezza sulle finalità strategiche dell’operazione. Vengono esclusi accordi tra Mps e Francesco Gaetano Caltagirone per una spartizione di asset tra Mediobanca e Generali. Così spiega la documentazione: «Non vi è alcun accordo con il gruppo Caltagirone».
Circa un eventuale rilancio la banca fa sapere: «Al momento Mps ritiene che l'offerta per Mediobanca sia già adeguata, e vi è ferma convinzione che questa sia una grande opportunità per gli azionisti di entrambe le entità con un forte profilo accrescitivo sia a livello di utile che di dividendo». Pertanto, prosegue la banca, «al momento, non sono state assunte decisioni in merito a eventuali incrementi del corrispettivo dell'offerta. Nel caso in cui si dovesse deliberare in tal senso, saranno valutate attentamente le diverse ipotesi e le relative implicazioni, fornendo al mercato la più completa e trasparente informativa al riguardo, come previsto dalla normativa applicabile», conclude Mps.
Quanto invece alla soglia obiettivo da raggiungere in ops, Siena fa sapere che l'ipotesi del controllo di una quota pari al 51% di Mediobanca «è un caso al momento teorico, dato che abbiamo indicato una soglia di accettazione dell'offerta del 66,67%». (riproduzione riservata)