Mostra e aperitivo: le 10 esposizioni da non perdere a marzo in Italia (con cocktail in abbinata)
Consigli per gite fuori porta tra arte e buona tavola a Roma, Firenze, Torino, Genova, Bologna, Pistoia, Milano, Monza e Venezia
Le giornate si allungano, l’aria sa già di primavera e si inizia ad archiviare la malinconia invernale. Ecco allora qualche dritta su 10 gite fuori porta da programmare con mostre che valgono il viaggio e locali per rilassarsi e commentare a caldo l’esposizione davanti a un cocktail fatto come si deve.
Chiharu Shiota. The Soul Trembles
MAO Museo d’Arte Orientale TORINO | fino al 26 giugno

Nei primi 100 giorni di apertura la mostra ha fatto registrare la cifra straordinaria di 100mila visitatori, un record per un museo di nicchia come quello del Mao di Torino. Merito della visibilità del progetto presentato con un debutto in grande stile al Grand Palais di Parigi, ma prima di tutto della potenza dell’opera che nasce nel 2019 per il Mori Museum di Tokyo che trasmette i tremori dell’anima e affronta temi intimi e forti come l’identità e le trasformazioni esistenziali, la vita e la morte, in una scenografia complessa e d’impatto realizzata con migliaia di fili intrecciati a mano dall’artista nello spazio, come enormi ragnatele dell’anima appunto.
Atmosfera sabauda
Basta una breve passeggiata per raggiungere Palazzo Carignano e La Farmacia Del Cambio, locale pensato per far vivere l’atmosfera di uno dei ristoranti più antichi e rinomati della città ma nell’arco di tutta la giornata, dalla colazione all’aperitivo.
Constantin Brancusi. Le Origini dell’Infinito
Mercati di Traiano ROMA | fino al 19 luglio

Inserita nella cornice del Mercati di Traiano, l’esposizione celebra i 150° anniversario della nascita dell’artista rumeno ed è curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania Erwin Kessler. La mostra offre un punto di vista originale su Brancusi. Il punto di partenza mette in dialogo due filoni che caratterizzano le origini della carriera dello scultore, quello arcaico romeno e quello classico romano. Per arrivare poi alla sua sintesi sorprendentemente personale e modernista, in cui la perfezione formale del classicismo si fonde con il simbolismo arcaico. Il tutto inserito nel contesto degli spazi monumentali ed eterni dei Fori Imperiali.
L’Oro romano
Tra le terrazze romane quella di Oro Bistrot dell’NH Collection Fori Imperiali, spaziando dall’Altare della Patria fino alla cupola di San Pietro.
Host P. Horst. La Geometria della Grazia
Le stanze della fotografia VENEZIA | fino al 5 luglio

Gli spazi sull’Isola di San Giorgio Maggiore accolgono oltre 300 fotografie di uno dei più grandi maestri del Novecento, Horst P. Horst. L’autore tedesco naturalizzato americano è noto soprattutto come autore di moda, ma il progetto curato da Anne Morin in collaborazione con Denis Curti, vuole dare una lettura originale della sua opera andando oltre quella dorata patina fashion. E invita a scoprire “un artista che ha trasformato la fotografia in un linguaggio di armonia, proporzione e bellezza” attraverso un’incredibile selezione di opere molte delle quali esposte per la prima volta in Italia, che testimoniano la sua formazione classica e architettonica. Oltre alla passione per la scultura greca e Fidia, Horst ha esordito come allievo di Le Corbusier, nei suoi anni parigini, e questo si nota nel suo uso della luce e lo spazio come elementi costruttivi delle immagini.
Pausa da diva
Per restare nel mood della mostra c’è proprio dietro l’angolo il Cipriani A Belmond Hotel, per un aperitivo dall’allure fashion da icona cinematografica, dal Bar Gabbiano al Cips Bar.
Van Dyck l’europeo
Palazzo Ducale GENOVA | dal 20 marzo al 19 luglio

La grande tela del Matrimonio mistico di Santa Caterina e e Le quattro età dell’uomo, il primo autoritratto di un Van Dyck adolescente e il Ritratto di Carlo V a cavallo. Ecco alcuni degli highlights tra le 60 opere che convergeranno a Genova da Louvre, Museo Thyssen-Bornemisza, National Gallery di Londra e Prado, oltre alle istituzioni italiani, tra cui la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino, Punta i riflettori su tre tappe, tre momenti importanti della carriera, come svela il sottotitolo. A Palazzo Ducale parte il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra e concentra negli spazi dell’appartamento e della cappella del Doge un numero davvero notevole di capolavori dell’artista. Non a caso le prenotazioni online, aperte a dicembre, sono fioccate.
Aperitivo a palazzo
A tre minuti di passeggiata da Palazzo Ducale c’è uno dei cocktail bar con cucina più noti della città Les Rouges, aperto nella magnifica cornice del cinquecentesco Palazzo Imperiale tra i carrugi del centro storico.
Ruth Orkin. The Illusion of Time
Palazzo Pallavicini BOLOGNA | dal 5 marzo al 19 luglio

Continua il progetto di divulgazione dei talenti femminili che hanno segnato la storia della fotografia di Palazzo Pallavicini, dopo Vivian Maier, Tina Modotti, Lee Miller è il turno di Ruth Orkin, nome meno noto dei suoi ritratti. Tra le 187 immagini della rassegna se ne trova una selezione, tra cui Albert Einstein, Marlon Brando, Robert Capa, Alfred Hitchcock e Orson Welles. E anche nei suoi ritratti si percepisce la capacità narrativa della fotografa statunitense e la sua passione per il cinema, che le ispira successioni dinamica di immagini, come quelle delle sequenze del Viaggio in Italia di Jinx e Justin. Il fascino per la settima arte di Orkin, le viene dall’aver vissuto e respirato grazie alla madre, Mary Ruby, attrice di film muti, la Hollywood degli anni 20 e 30.
Volare alto
A cinque minuti a piedi da Palazzo Pallavicini, in zona Mercato delle Erbe, si trova Volare, uno dei cocktail bar più originali e d’atmosfera della città, ispirati alla cultura del bar nell’Italia del boom con arredi originali studiati in ogni minimo dettaglio.
Rothko a Firenze
Palazzo Strozzi FIRENZE | dal 14 marzo al 23 agosto

Il progetto espositivo si estende per tutta la città dal Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, agli spazi progettati da Michelangelo del Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana. Ma è a Palazzo Strozzi il cuore della mostra dedicata al grande autore americano che ne segue il percorso dal figurativo fino alle famose tele astratte degli anni 50 e 60 in cui le campiture di colore si fanno emozione e racconto. Curata da Christopher Rothko con Elena Geuna, presenta una selezione straordinaria di opere, tra cui grandi dipinti mai esposti in Italia, provenienti da prestigiose collezioni private e musei internazionali come Tate di Londra, Centre Pompidou di Parigi, Met e MoMA di New York e la National Gallery of Art di Washington.
Colore puro
Per ritrovare nel bicchiere la stessa intensità di colore basta passeggiare per via Porta Rossa fino a Piazza della Signoria e assaggiare un Mémoire di Negroni, twist sul cocktail nato proprio a Firenze creato da Martina Bonci, bar manager di Gucci Giardino.
Depero. Space to Space
Museo Bagatti Valsecchi MILANO | fino al 2 agosto

Nascosta in bella vista in pieno quadrilatero della moda, la casa museo neorinascimentale tra le meglio conservate d’Europa, ospita capolavori provenienti dalla CasaD’Arte Futurista Depero e dal Mart di Trento e Rovereto. Le 40 opere dagli anni 30 ai 50 inserite nel contesto caldo delle stanze vivono un’altra vita e si arricchiscono di senso. Fino alla fine del percorso espositivo che si conclude con la presentazione delle raffinate tarsie in panno realizzate da Fortunato Depero nel 1937 per il ViBi Bar (Vino Birra Bar), leggendario locale di Bolzano in attività fino al 1972.
L’aperitivo futurista
In occasione della mostra il Museo Bagatti Valsecchi farà rivivere una volta al mese l’atmosfera dell’aperitivo futurista ospita l’aperitivo futurista del ViBi Bar Depero nell’ex Guardaroba si sente l’installazione sonora ideata da Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen con serate a tema (26 marzo, 16 aprile, 7 maggio, 2 luglio) tra luci soffuse e musica jazz dal vivo.
Io sono un architetto. Ettore Sottsass
Palazzo Buontalenti PISTOIA | dal 7 marzo al 26 luglio

Firma tra le più note del design, ma anche pittore, grafico e fotografo, Ettore Sottsass teneva a definirsi semplicemente un architetto, da qui il titolo dell’esposizione che ricostruisce una parte saliente della sua carriera, tre decenni dagli esordi fino agli anni 70, attraverso disegni, fotografie, ceramiche, oggetti e documenti d’archivio. Si ripercorrono le collaborazioni con Superstudio, Archizoom Associati e Alchymia, dalle ceramiche del Sestante alla Seggiolina da pranzo, fino alla lampada da terra Svicolo. Tutte esperienze che lo porteranno poi, nel 1981, alla fondazione del movimento Memphis, di cui è il capofila.
William Kentridge
More Sweetly Play the Dance and Remembering Morandi
Palazzo Citterio MILANO | fino al 5 aprile
Sharpen your Philosophy
Galleria Lia Rumma MILANO | fino al 28 marzo

L’artista sudafricano torna in città con un doppio appuntamento in due diverse sedi e in contemporanea. Palazzo Citterio ospita l’omaggio a Giorgio Morandi, nell’ambito del programma espositivo che accompagna la mostra Metafisica/Metafisiche, che fa dialogare i maestri allievi del XX e XXI secolo ed eredi internazionali disseminandole in varie sedi in città da Palazzo Reale al Museo del Novecento, dalle Gallerie d’Italia alla Grande Brera.
La sua nuova mostra personale di William Kentridge da Lia Rumma rinnova un legame che dura da 30 anni con la gallerista italiana. Disposti sui suoi tre piani, diorama e film d’animazione, disegni, arazzi, sculture e produzioni teatrali, opere recenti che riflettono la sua continua esplorazione di temi complessi quali lo spostamento, l’identità e la natura elusiva della conoscenza.
Milano da bere
Se siete andati alla Grande Brera nella giusta stagione, non c’è dubbio la scelta migliore è Citterio Garden, ma se il bistrot non ha ancora riaperto, potete optare per un cocktail all’Etereo di Casa Brera.
Se invece siete nell’emergente quartiere Noce, North of Cenisio, dove sorge la Galleria Lia Rumma potete optare per Lom dopo lavoro, informale ma non nei cocktail.
Sandokan. La tigre ruggisce ancora
Orangerie della Reggia di MONZA | dal 7 marzo al 28 giugno

L’esposizione allestita da Vertigo Syndrome parla a un pubblico trasversale di chi Sandokan l’ha conosciuto attraverso il romanzo d’appendice, ma intercetta anche il pubblico più giovane che ha incontrato il personaggio di Emilio Salgari attraverso la nuova serie televisiva e i nostalgici di quando la Tigre della Malesia negli anni 70 era interpretata da Kabir Bedi. Le Orangerie della Reggia di Monza si trasforma in una giungla del Borneo in occasione della mostra dedicata al personaggio creato da Emilio Salgari e inizialmente pubblicato a puntate su La Nuova Arena di Verona. In mostra opere e tavole di Hugo Pratt ma soprattutto per la prima volta la fonte d’ispirazione originaria di Salgari: i reperti della collezione etnografica originale dei Dayak, donata direttamente al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario Rajah Bianco James Brooke, l’antagonista letterario di Sandokan.
Aperitivo presidenziale
Basta attraversare il vialone per raggiungere le sale curate del Derby Grill dell’Hotel de la Ville, un’istituzione a Monza, per il servizio impeccabile e la privacy. Qui non a caso scelgono di scendere i piloti di Formula1 per le gare e questa è stata la casa che ha accolto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo soggiorno per l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. (Riproduzione riservata)
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