È morto, il 26 febbraio, a Firenze, sua città natale, l’economista Piero Barucci. Aveva 92 anni. Nato il 29 giugno 1933, Barucci è stato presidente del Monte dei Paschi di Siena (Mps) dal 1983 al 1990 e dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) dal 1987 al 1991.
È stato ministro del Tesoro tra il 1992 e il 1994, prima nel governo guidato da Giuliano Amato e poi nell’esecutivo presieduto da Carlo Azeglio Ciampi rimanendo in carica fino all'inizio della primavera del 1994, quando lasciò l'incarico ad un altro fiorentino, Lamberto Dini, cooptato nel governo di Silvio Berlusconi.
In precedenza aveva ricoperto anche l’incarico di amministratore delegato del Credito Italiano ed era stato consigliere di amministrazione dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale fino alla sua chiusura.
È stato, inoltre, componente dei board di Mediobanca, Imi e Aviva Italia. Nel 1995 aveva fondato Banca Leonardo, di cui è stato presidente e amministratore delegato, lasciando un segno anche nel settore dell’investment banking.
Barucci ha fatto parte per sette anni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust). Accademico di lungo corso, ha insegnato nelle Università di Siena e di Firenze, dove si era laureato nel 1959 ed era stato preside della facoltà di Economia e commercio. Con la sua scomparsa se ne va uno dei protagonisti della stagione delle riforme economiche e bancarie degli anni Novanta.
Il presidente dell’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, in una nota ha espresso il proprio cordoglio, commosso, per la scomparsa del presidente emerito dell’associazione «illustre banchiere e statista». «Piero è stato un autorevole esempio di rigore morale e di forza intellettuale», ha aggiunto Patuelli ricordando come le ricerche economiche e di storia economica abbiano rappresentato i principali impegni dell'economista fiorentino ed ex ministro negli ultimi anni.«Ricorderemo sempre Piero Barucci, un esempio di vita», ha concluso Patuelli.
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