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Moody's avverte le banche italiane: i bassi tassi d'interesse eroderanno i margini
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Moody's avverte le banche italiane: i bassi tassi d'interesse eroderanno i margini

di Marco Vignali
18 dicembre 2020, 13:05

Secondo l'agenzia di rating, gli istituti non saranno in grado di proteggere la redditività contro un lungo periodo di bassi tassi di interesse. Il Covid-19 peserà sul già debole volume di prestiti e l'intensificazione della concorrenza graverà sulle entrate da commissioni. Probabili nuovi tagli sui costi, più trading e ulteriori fusioni

Secondo gli analisti di Moody's Investor Service, la capacità delle banche italiane di proteggere la loro redditività contro un lungo periodo di bassi tassi di interesse potrebbe deteriorarsi già a partire dai prossimi mesi. Gli interessi netti delle banche dovrebbero infatti far fronte a pressioni crescenti, con una recessione indotta dal coronavirus che pesa fortemente sui volumi di prestiti, già piuttosto deboli, e con l'intensificazione della concorrenza che potrebbe erodere ulteriormente le loro entrate derivanti dalle commissioni, l'altra principale fonte di ricavi per gli istituti di credito italiani. Per controbilanciare questa pressione, Moody's si aspetta che il settore persegua diversi tagli sui costi e continui con gli scambi dei titoli di Stato nazionali, mettendo potenzialmente in atto anche operazioni di consolidamento.
 
"Ci aspettiamo che i tassi dell'area dell'euro rimangano a livelli bassi per un periodo prolungato. Il tasso di deposito della Banca centrale europea è stato a -0,50% da Settembre 2019, mentre è negativo addirittura da giugno 2014. In risposta alla pandemia, la Bce ha inoltre offerto finanziamenti alle banche al -1,0% nell'ambito delle sue mirate operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, le Tltro", evidenziano da Moody's.
 
Secondo gli analisti, un credito debole e un'esposizione sovrana più elevata eroderanno ulteriormente i margini delle banche italiane. "Ci aspettiamo che il pil dell'Italia si riduca del 9% nel 2020, pesando sulla già debole domanda di credito. Le banche italiane sono state in grado di proteggere lo spread tra i loro costi di finanziamento e i tassi di prestito riducendo i tassi di deposito: tuttavia, la debolezza dei prestiti e l'aumento degli investimenti in titoli di Stato nazionali a basso rendimento potrebbero erodere i loro interessi attivi e i margini di interesse netti".
 
Inoltre, la concorrenza si sta intensificando. Per Moody's, le banche italiane hanno reagito ai tassi bassi massimizzando il loro reddito da commissioni, che a giugno 2020 rappresentava il 37% del reddito operativo netto, ben al di sopra della media europea. Tuttavia, i loro servizi a pagamento dovranno ora far fronte ad una crescente concorrenza, anche da parte di nuovi operatori non bancari.
 
Un ulteriore problema è dato da un margine decisamente limitato per la riduzione dei costi di finanziamento. "Le banche italiane sono finanziate per il 75% dai depositi e sono state in grado di controbilanciare i bassi tassi di prestito riducendo i tassi di deposito", sottolineano da Moody's, secondo cui, tuttavia, "con i costi di deposito che si avvicinano a zero, rimane ora poco margine per ulteriori riduzioni. La crescita dei prestiti a tasso fisso crea inoltre un disallineamento delle attività e passività: i mutuatari italiani scelgono sempre più spesso i mutui a tasso fisso a lungo termine, e il conseguente disallineamento con il finanziamento a tasso variabile a breve termine delle banche le espone a una pressione notevole sui margini qualora i tassi dovessero aumentare, anche se attualmente questa eventualità sembra improbabile”.
 
Secondo Moody's, a questo punto, le azioni di mitigazione potrebbero includere ulteriori tagli ai costi, operazioni di trading e, non ultimo, azioni di consolidamento. "Ci aspettiamo una rinnovata attenzione sui tagli ai costi", evidenziano gli analisti dell'agenzia di rating, "ed è probabile che il settore continui a investire nel debito pubblico italiano (se cui Moody's ha un giudizio Baa3 stabile, ndr) per aumentare i rendimenti degli investimenti e generare proventi sul lato del trading. Anche le banche potranno beneficiare di un ulteriore consolidamento, seguendo il modello dell’acquisizione di Ubi Banca da parte di Intesa Sanpaolo". (riproduzione riservata)



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