Monica Bellucci – Gli scatti più belli nel nuovo libro fotografico di Dolce&Gabbana
Si chiama Monica. Ed è il nuovo libro con il quale gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno deciso di celebrare una delle loro muse, la divina Monica Bellucci

In un mondo di click-celebrities, ossia di celebrità che appaiono e scompaiono con la velocità di un like sul web, c’è qualcosa di trascendentale in Monica Bellucci. Forse perché è una delle ultime a potersi ancora definire diva, alla pari delle altre italiane che hanno fatto la storia del cinema come Sophia Loren, Claudia Cardinale e Anna Magnani, alle quali Monica ha sempre dichiarato di essersi ispirata. Forse perché a 60 anni è, oggettivamente, ancora una delle donne più belle del mondo, oltre a essere una delle poche a non aver ceduto al lato oscuro della chirurgia estetica, facendosi stravolgere i lineamenti come tante sue colleghe («Perché combattere il tempo? Si può solo perdere», ha detto). O forse perché la sua lunga carriera è stata una sorpresa per chi, all’inizio, in lei vedeva soltanto una meravigliosa mediterranea dal corpo incredibilmente sinuoso e non la donna che sarebbe riuscita ad attraversare stili ed epoche, spesso e volentieri, modificandone addirittura l’essenza.

«Come modella sono sempre stata atipica per via delle mie forme generose… Ma questo è il corpo che mi è stato dato. Ho deciso di metterlo al servizio dell’arte della fotografia e di quella cinematografica», spiega la Bellucci nel nuovo libro Monica, edito da Rizzoli, attraverso il quale gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno deciso di celebrare una delle loro muse preferite. Un coffe-table-book nel quale, come in un film in bianco e nero, si racconta la storia di Monica-la-Diva, attraverso dodici ritratti realizzati appositamente dal celebre fotografo Jean-Baptiste Mondino, e alla ristampa di alcune delle più note campagne pubblicitarie, come di editoriali e di altri scatti iconici della Bellucci.

«Con Domenico e Stefano c’è un bellissimo rapporto lavorativo, ma anche una profonda amicizia. Quando ci siamo conosciuti è subito scattata una scintilla. Ho sempre pensato che la loro moda tendesse verso l’arte, con loro mi sono immediatamente a mio agio: hanno vestito la donna non la modella», aggiunge Monica, quasi a suggellare un legame artistico indissolubile che si è costruito nel tempo partendo da un rispetto reciproco e da quella scintilla che non si è mai spenta.
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