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Monet e i maestri della modernità: quattro capolavori in asta da Sotheby’s a Londra

Stima complessiva tra i 17 e i 24 milioni di sterline per i capolavori di Monet, Signac, Degas e Léger protagonisti della Modern & Contemporary Evening Auction di Sotheby’s, in mostra a New Bond Street dal 26 febbraio al 4 marzo

di Melania Guarda Ceccoli
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A cento anni dalla morte di Claude Monet, il mercato internazionale celebra il maestro con un nucleo di opere che racconta mezzo secolo di rivoluzione visiva. Il 4 marzo, nella Modern & Contemporary Evening Auction di Sotheby’s a Londra, andranno all’asta quattro capolavori firmati Monet, Signac, Degas e Léger, con una stima complessiva tra 17 e 24 milioni di sterline (dal 26 febbraio al 4 marzo sono in mostra al 34-35 New Bond Street, W1A 2AA).

Monet: la luce della Riviera che cambia la pittura

Monet e i maestri della modernità: quattro capolavori in asta da Sotheby’s a Londra

Cuore della selezione è Maison de jardinier (1884), stimato 6,5 - 8,5 milioni di sterline. Il dipinto nasce durante il soggiorno di dieci settimane che Monet trascorse a Bordighera, in Liguria, all’inizio del 1884: un momento trasformativo della sua carriera. Di fronte alla luce mediterranea, più intensa e tagliente rispetto a quella normanna, e a una vegetazione esotica e lussureggiante, Monet affronta il paesaggio come una vera e propria “sfida tecnica”. Lavora con ritmo quasi ossessivo, tornando sugli stessi motivi da punti di vista leggermente diversi. Il giardino raffigurato è quello di Francesco Moreno, soggetto di un piccolo e oggi rarissimo gruppo di opere, molte delle quali conservate in importanti musei internazionali. A rafforzarne l’appeal, una provenienza straordinaria: nel 1891 il dipinto fu acquistato da John Singer Sargent, amico e sostenitore precoce di Monet, entrando così nel cuore della storia collezionistica transatlantica dell’Impressionismo.

Signac: il porto come manifesto cromatico

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Marseille, le port (1934), stimato 4 - 6 milioni di sterline, rappresenta la fase matura della ricerca neo-impressionista di Paul Signac. Rimasto a lungo nella famiglia dell’artista (passò dalla figlia Ginette Signac a Henri Cachin nel 1968) il dipinto incarna la sintesi perfetta tra le due grandi passioni di Signac: la pittura e il mare. Negli ultimi decenni della sua vita, l’artista torna ossessivamente ai porti francesi, affascinato dal dialogo tra imbarcazioni, luce e attività umana. Dopo una serie di commissioni dedicate ai porti di Francia tra il 1929 e il 1932, nel 1934 (anno dell’opera) Signac compie il suo ultimo viaggio a Marsiglia. Il risultato è una visione radiosa, strutturata e vibrante, che testimonia la sua fedeltà ai principi del Neo-Impressionismo fino alla morte, avvenuta nel 1935, e la sua influenza su artisti come Matisse e Kandinsky.

Degas: tra scena e retroscena

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Con Scène de ballet (circa 1885), stimato 2,5 - 3,5 milioni di sterline, Degas condensa il suo universo tematico prediletto: il balletto. In oltre 1.500 opere dedicate alla danza, l’artista esplora ogni fase dell’esperienza della ballerina, dalle prove al momento culminante della performance.
Qui unisce palco e quinte in una composizione unitaria: i tutù si dissolvono in vibrazioni cromatiche quasi astratte, mentre al centro le figure sono rese con precisione anatomica. Degas applica il colore con energia, talvolta modellando la pittura con il pollice, lasciando tracce materiche visibili. Sullo sfondo, una figura scura (forse un maestro di ballo o un ammiratore dietro le quinte) introduce una sottile dimensione sociale, tipica delle sue vedute dell’Opéra di Parigi.

Léger: la città come macchina moderna

Monet e i maestri della modernità: quattro capolavori in asta da Sotheby’s a Londra

Chiude il quartetto Les Hommes dans la ville (1919), stimato 4 - 6 milioni di sterline, strettamente legato a una versione più ampia oggi nella Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Realizzato nel primo Dopoguerra, il dipinto esprime l’adesione di Léger all’estetica della ricostruzione industriale. L’artista abbandona la frammentazione cubista per una logica di assemblaggio: tubi, valvole, ingranaggi e frammenti architettonici si intrecciano a bande di colore primario compatto. La profondità è compressa, lo spazio diventa ritmo. Il risultato è un campo visivo energico, quasi “jazzistico”, che celebra la fiducia meccanica della Parigi postbellica e il ruolo morale dell’arte nella società moderna. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/02/2026 12:12
Ultimo aggiornamento: 17/02/2026 12:12
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