Mobilità elettrica, Estrima riparte dopo la crisi. Il rilancio passa anche dal nuovo quadriciclo Birò
Estrima prova a ripartire dopo la crisi. Il gruppo, composto da tre società (Brieda, Birò e Sharbie) che operano nei settori della mobilità elettrica e delle cabine di sicurezza industriali, mette altri due tasselli al piano di rilancio avviato lo scorso anno con l’ingresso nel capitale della società di meccatronica Zetronic: la presentazione del nuovo quadriciclo elettrico Birò e la nomina di Francesco Greggio a chief operating officer di Brieda.
Al 30 giugno 2025 Estrima - quotata sull’Egm - registrava un valore della produzione di 13,1 milioni di euro (-32,8%) con una perdita di 717 mila euro e un indebitamento sceso a 1,6 milioni, dai 4,9 milioni del 2024, dopo l’aumento di capitale di 3 milioni sottoscritto da Zetronic.
Il nuovo assetto, con Zetronic al 52%, ha permesso a Estrima di chiudere un percorso di composizione negoziata della crisi avviato dopo le forti perdite degli anni precedenti: 2,1 milioni nel 2024 e 11,9 milioni nel 2023. «La composizione negoziata della crisi si è conclusa positivamente e questo ha aperto per il gruppo una fase di rilancio che stiamo sostenendo con un attento controllo dei costi e un lavoro mirato al ritorno alla redditività di tutte le linee di business», conferma Pasquale Salvatore, direttore generale di Estrima.
Estrima deve «circa l’80% del fatturato», come sottolinea il dg, alla produzione di cabine per macchine agricole e industriali. «Il restante 20% proviene dalla distribuzione di software per la gestione di flotte di veicoli e dalla vendita dei quadricicli elettrici Birò, il nostro investimento strategico sulla mobilità urbana sostenibile», aggiunge Salvatore.
In questi comparti la concorrenza cinese, molto forte nella mobilità elettrica, non sembra ancora un problema. «Allo stato attuale per noi è marginale», dichiara il dg. «Il mercato delle cabine risente poco delle dinamiche tipiche dell’automotive, mentre i quadricicli Birò si posizionano più come alternativa alle due ruote che all’auto tradizionale. Ci muoviamo quindi su un terreno competitivo diverso, dove i principali player restano europei e statunitensi».
Birò, però, condivide con le auto i patimenti legati a regole e incentivi ballerini, a livello europeo e nazionale. I nuovi quadricicli di Birò sono idonei all’Ecobonus 2026, che prevede una riduzione del prezzo di massimo 4 mila euro per questo tipo di prodotto. Con l’agevolazione il costo del nuovo Birò scende a 11 mila euro. «Il prezzo può sembrare impegnativo, ma è in linea con quello dei concorrenti. Stiamo registrando un interesse crescente verso i nostri prodotti e le indicazioni preliminari sugli incentivi, che potrebbero essere confermati in misura ridotta per i prossimi quattro anni, rappresentano un’ulteriore spinta», sottolinea Salvatore.
Sul fronte europeo, invece, si attende la revisione delle norme sulle auto elettriche. «Aspettiamo la versione ufficiale delle nuove normative, ma il clima è incoraggiante. Per la prima volta i quadricicli leggeri sono realmente al centro del dibattito e si è parlato anche dell’eventuale creazione di una nuova categoria di veicoli con ulteriori incentivi: per noi sarebbe sicuramente un’evoluzione positiva», conclude il dg. (riproduzione riservata)