La famiglia Angelini mette ancora mano alla catena societaria di Angelini Industries. È il colosso del pharma che, grazie ai marchi Tachipirina, Tantum Verde e Amuchina, fattura 1,6 miliardi di euro, ai quali nel terzo trimestre di quest’anno si aggiungeranno post-opa i 3,5 miliardi di ricavi dell’americana Catalyst.
Secondo alcuni documenti societari visionati da MF-Milano Finanza, Angelini Holding ha aperto i cantieri della fusione per incorporazione di Angelini Real Estate. La prima è la capogruppo guidata dal ceo Sergio Marullo di Condojanni che sta a monte di tutto l'impero industriale della famiglia marchigiana con le principali operative Angelini Pharma e Technologies. La seconda è invece la controllata (al 100%) incaricata di gestire, valorizzare e sviluppare il patrimonio real estate della conglomerata.
Dopo la chiusura delle operazioni della branch immobiliare spagnola, Angelini Real Estate è sostanzialmente focalizzata su Casa Angelini, il complesso appena riqualificato a Roma che ospita il quartier generale del gruppo (e la stessa Angelini Holding) e un palazzo storico recentemente rilevato da Angelini per cui sono stati avviati i lavori di ristrutturazione. Inoltre la società controllava fino a qualche mese fa, veicolo che gestisce un country hotel e wine resort a Montepulciano, ora passato alla newco Angelini Experiences.
La semplificazione della catena societaria rientra nella riorganizzazione dell’intero gruppo avviata lo scorso anno da Marullo di Condojanni che porterà alla separazione degli investimenti non strategici da pharma e tecnologie industriali. Al momento questi ultimi generano l’80% del giro d’affari di Angelini Industries. Un capitolo del riassetto è la razionalizzazione delle società non riconducibili al core business, fra cui appunto Angelini Real Estate, con conseguente risparmio di costi.
«L'operazione di fusione - si legge nel progetto varato a fine aprile dal board di Angelini Holding - consentirà il conseguimento di sinergie organizzative, amministrative e finanziarie nonché una riduzione dei costi di struttura, in particolare sotto il profilo degli adempimenti societari, contabili e fiscali, con conseguenti benefici in termini di maggiore efficienza». (riproduzione riservata)