Estendere le concessioni idroelettriche di prossima scadenza e concedere agli attuali gestori la possibilità di ottenere il rinnovo della licenza senza dover attivare un meccanismo di rinegoziazione delle condizioni sugli investimenti. Sarebbe questo il quadro che ha spinto tre esponenti politici a proporre altrettanti emendamenti all’interno del decreto Milleproroghe proprio in materia di produzione di energia elettrica e di assegnazione delle concessioni di grande derivazione d’acqua a uso idroelettrico.
I firmatari dei tre emendamenti Claudio Fazzone (Forza Italia), Michele Fina (Pd), Silvia Fegolent e Dafne Musolino (Italia Viva) chiedono di sospendere fino al 31 dicembre 2025 le procedure di assegnazione delle concessioni di grande derivazione a uso idroelettrico, incluse quelle già avviate.
Secondo la bozza visionata da MF-Milano Finanza, la richiesta colma «i tempi necessari ad assicurare a livello europeo parità di trattamento e uniformità in materia di produzione di energia elettrica» e garantisce «la tutela dell’indipendenza e della sovranità energetica nazionale». Si chiede poi che le concessioni scadute e quelle che scadranno dopo l’entrata in vigore del Milleproroghe continuino a essere esercitate dagli attuali operatori a condizioni invariate.
La proposta ha innescato scommesse sul comparto delle utility. Secondo Equita, se gli emendamenti dovessero essere approvati, sarebbe una notizia positiva per Iren e A2A «che hanno oltre il 50% delle concessioni scadute, inoltre A2A ha attualmente una concessione già in gara che dovrebbe essere a questo punto sospesa». Ma anche per Enel «le cui concessioni scadono tutte nel 2029». Gli analisti ritengono che la notizia sia «in linea con la volontà del governo di arrivare all’approvazione dell’estensione delle concessioni ai gestori uscenti», proroga attualmente in «negoziazione con l’Ue che potrebbe rappresentare un catalyst positivo per le società nel 2025».
Sempre sul fronte energetico è stato depositato un altro emendamento di maggioranza - ma questa volta al dl Emergenze e Attuazione Pnrr - per coinvolgere il Gse nella stipula di contratti di lungo termine (ppa) tra produttori di energie rinnovabili e imprese consumatrici. Obiettivo è consentire al Gse di stipulare contratti fisici o finanziari tramite aste e stabilizzare quindi i prezzi per le imprese, che hanno ripreso a galoppare negli ultimi mesi.
Il costo medio dell’energia elettrica in Italia è tra i 130 e i 140 euro/MWh, molto più alto dei 75 euro/MWh presi a riferimento nella proposta. Questo rende il meccanismo potenzialmente più costoso rispetto alle stime iniziali. Il Gse, acquistando energia tramite il regime FerX e rivendendola con contratti ppa, dovrebbe coprire i differenziali tra i prezzi di mercato, i prezzi di riferimento e i prezzi di vendita. Con i prezzi attuali, questi differenziali potrebbero aumentare in modo significativo, generando maggiori oneri. (riproduzione riservata)