L'azionario europeo ha chiuso la seduta lievemente sotto la partà, complici le prese di profitto dopo i rialzi dei giorni scorsi. Il listino milanese ha chiuso a 23.296 punti, in calo dello 0,54% e in linea con Dax (-0,38%), Cac (+0,02%) e Ftse 100 (+0,12%). La giornata è stata caratterizzata da pochi movimenti e di limitata entità, segno che il mercato si sta stabilizzando dopo i decisi rally delle scorse sedute. Anche lo spread Btp/Bund ha chiuso pressoché stabile a 96 punti.
Wall Street si muove contrastata, con Dow Jones e S&P 500 attualmente in ribasso di circa lo 0,2%, mentre il Nasdaq prosegue i guadagni degli scorsi giorni. Il sentiment sull'equity globale resta comunque positivo, sostenuto dai vaccini e dal piano fiscale Usa da 1.900 miliardi di dollari. Sul fronte dei dati macro, le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nella prima settimana di febbraio sono scese del 2,5% a livello mensile. "Qualche modesta presa di profitto" dopo i recenti rialzi a Wall Street, sottolinea Craig Erlam, analista di Oanda, secondo il quale "certamente ora c'e' più ottimismo in giro, legato al pacchetto di stimoli fiscali Usa, al netto calo dei contagi e dei morti da Covid e alla diffusione dei vaccini. La stagione delle trimestrali poi è stata promettente considerate le circostanze e offre speranze di una forte ripresa quest'anno".
Sul fronte del piano fiscale Usa, "i democratici della Camera hanno pubblicato una prima bozza dove risulterebbe, tra le altre cose, la proposta di limitare i 1.400 dollari di assegno agli individui singoli fino a 75.000 dollari o coppie fino a 150.000 dollari di reddito, ed il voto alla Camera è atteso nella settimana del 22 febbraio". Sul piano infine della politica monetaria, "è improbabile che la Federal Reserve riduca nel breve termine i suoi acquisti di asset, anche se probabilmente lo farà prima della Banca centrale europea", afferma Eric Vanraes, responsabile del reddito fisso di Eric Sturdza Investments. Negli Stati Uniti, per vedere i primi segni di tapering, la pandemia dovrà essere finita e l'economia dovrà essersi completamente ripresa ai livelli pre-pandemici.
L'oro si muove al rialzo, complice l'incertezza dell'equity, e riprende quota verso 1840 dollari. Sulla parità il petrolio, con Brent e Wti che consolidano rispettivamente sopra 60 e 58 dollari, all'interno di un trend rialzista che sembra destinato a durare a lungo. Si rafforza, infine, la valuta comune rispetto al biglietto verde, con il cross euro-dollaro che in aumento dello 0,40% verso 1,21. (riproduzione riservata)