Milano chiude sulla parità (-0,05% a 26876 punti), mentre è contrastata Wall Street, dopo l'apertura in rosso sulla quale pesano i dati deludenti di Apple e Amazon. Attualmente il Dow Jones sale dello 0,1%, l'S&P segna -0,01% e il Nasdaq -0,16%
A pesare sull'azionario europeo sono arrivati nel corso della mattina i dati macro relativi all'inflazione della zona euro e dell'Italia. Guardando all'Eurozona, l'indice dei prezzi al consumo a ottobre è salito toccando il massimo dal 2008. Stando alla lettura preliminare, l'inflazione è cresciuta del 4,1% su base annua, più di quanto atteso dal consenso, +3,7%. Il dato è in netta accelerazione rispetto al +3,4% di settembre.
Sul fronte dei dati macro Usa, le spese personali per consumi sono aumentate dello 0,6% a livello mensile a settembre, in linea con quanto atteso dal consenso. Il deflatore dei consumi, ovvero l'indice dei prezzi per le spese per consumi personali, è cresciuto dello 0,3% su base mensile e del 4,4% sull'anno.
I prezzi del greggio sono in calo (-0,64% il Wti a 82,25 dollari al barile, -0,53% il Brent a 83,17) così come l'oro (-1,43%) che tratta di nuovo sotto la soglia di 1.800 dollari l'oncia (a 1.776 dollari). Nel valutario, la moneta unica perde terreno sul biglietto verde (-0,97%) a 1,15, il cross tra sterlina e dollaro cede lo 0,65% a 1,36, mentre la moneta americana guadagna lo 0,42 sullo yen giapponese a 114. Intanto in campo obbligazionario i titoli di Stato estendono le loro perdite con i rendimenti in aumento, dopo un importante sell-off durante la conferenza stampa della Banca centrale europea di ieri, che ha lasciato invariati i tassi di interesse, ma ha confermato che il Pepp si interromperà, come previsto, a marzo 2022. Il rendimento del Btp italiano a 10 anni è in rialzo all'1,14%, mentre lo spread si allarga a 128 punti base. (riproduzione riservata)