Prevale la volatilità in Europa, nell'ultima seduta del mese e del trimestre, con gli indici che hanno virato al ribasso dopo una mattinata positiva: Milano chiude in calo dello 0,21% a 25.684 punti. Francoforte e Parigi segnano rispettivamente -0,48% e -0,45%, in calo anche Londra (-0,28%). Continua contrastata Wall Street: Dow Jones -0,4%, l'S&P -0,01% e Nasdaq +0,4%.
In Germania il tasso di inflazione è in costante aumento e a settembre è salito al 4,1% su base annua, trainato principalmente dai prezzi dell'energia ma anche dall'aumento dei prezzi dei generi alimentari. "Poichè si tratta di beni di uso quotidiano, i consumatori percepiscono chiaramente l'impatto nei loro portafogli", spiega Ulrike Kastens, economista per l'Europa presso il gestore patrimoniale tedesco Dws Group, "non ci sono segnali di uscita dal trend a breve termine, poichè l'aumento dei prezzi del petrolio, del gas e dell'elettricità continuerà ad aumentare l'inflazione".
Dopo una serie di dati macro positivi, dalla disoccupazione Ue al pil britannico migliore delle attese, che non hanno però influenzato i listini, gli occhi sono puntati sugli Usa. Nel dettaglio, il prodotto interno lordo degli Stati Uniti, secondo la lettura finale, è cresciuto del 6,7% su base annualizzata nel secondo trimestre del 2021. Il dato è stato rivisto al rialzo rispetto al +6,6% annualizzato della lettura preliminare e del consenso degli economisti. Inoltre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (dato destagionalizzato) sono salite di 11.000 unità a quota 362.000, sopra il consenso degli economisti contattati a 320.000.
Ancora in rialzo il petrolio, con il Wti che guadagna lo 0,49% a 75,20 euro e il Brent a 78,52 dollari (+0,55%). "Sembra che il mercato possa temere che l'Opec aumenti la produzione al di sopra dei 400 mila barili al giorno previsti quando si riuniranno la prossima settimana", afferma Peter Cardillo di Spartan Capital. "Anche se il mercato ha avuto una buona corsa, pensiamo, le possibilita' che l'Opec non cambi rotta supera la possibilità di ulteriori aumenti poichè la variante Delta è ancora un potenziale problema", conclude l'esperto. In progresso anche l'oro (+2,39%) a 1.764 dollari l'oncia. Intanto il cross euro/dollaro scende sui minimi da luglio 2020 a 1,15. Per il dollaro Usa è il quinto rialzo consecutivo, sulla scia delle aspettative di una politica monetaria più restrittiva nel prossimo futuro. (riproduzione riservata)