Chiusura in calo per il Ftse Mib che a fine giornata ha ceduto lo 0,37%. Ha prevalso un clima di attesa per le decisioni della Fed.
Sul fronte macro da segnalare che l'inflazione annua dell'Eurozona, inferiore a quanto emerso dalla lettura preliminare, si è attestata al 2,2% ad agosto. Su base mensile, i prezzi al consumo nella regione sono saliti dello 0,1%, in linea al consenso.
Negli Usa, invece, il numero di cantieri avviati per la costruzione di nuove case ad agosto si è attestato a 1,356 milioni di unità annue. Il dato è risultato in aumento del 9,6% su base mensile (1,237 mln a luglio) e si è attestato al di sopra del consenso degli economisti a 1,311 mln di unità. Inoltre i nuovi permessi per costruzioni, sempre ad agosto, sono aumentati del 4,9% a 1,475 milioni da 1,406 mln di luglio (1,410 mln il consenso).
A Milano denaro su Saipem (+2,79%) che si è aggiudicata un nuovo contratto offshore nell'ambito del Long-Term Agreement (Lta) in vigore con Saudi Aramco, per lo sviluppo del giacimento di Marjan in Arabia Saudita. Il valore del contratto è di circa 2 miliardi di dollari. L'aggiudicazione segue il completamento della procedura di gara e il verificarsi delle consuete condizioni preliminari richieste dal cliente.
Focus anche su Generali (+0,04%) dopo che la compagnia ha raggiunto un accordo per la vendita del 99,99% della sua partecipazione in Generali Sigorta in Turchia.
Male Campari (-7,48%) dopo che il gruppo ha annunciato le dimissioni di Matteo Fantacchiotti dal ruolo di ceo e membro del cda con effetto immediato, per motivi personali. Il board ha deciso di nominare Paolo Marchesini (chief financial and operating officer) e Fabio Di Fede (general counsel and business development officer) come interim co-ceo e membri esecutivi di un Comitato per la transizione della leadership, che sarà presieduto da Bob Kunze-Concewitz (amministratore non esecutivo ed ex ad del gruppo).
Denaro su Tim (+3%) e Banco Bpm (+2,93%) mentre ha perso terreno Poste I. (-3%) dopo che il Governo ha confermato l'intenzione di cedere una quota di Poste con lo Stato che rimarrà sopra il 50% del capitale. E' quanto prevede un Decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri.