In un contesto di mercato penalizzato dal dato cinese sul pil inferiore alle attese e dai timori sull'inflazione, le borse europee chiudono la seduta in rosso (-0,83% Milano, -0,69% Francoforte, -0,75% Parigi e -0,43% Londra). Contrastata la situazione Oltreoceano: Dow Jones -0,09%, mentre l'S&P e il Nasdaq sono in rialzo rispettivamente dello 0,12% e dello 0,30%.
L'attenzione degli investitori è concentrata anche sulle prossime trimestrali Usa: "Le banche che hanno riportato i conti la scorsa settimana hanno
battuto le attese. Ora però, con tecnologici e industriali, si avrà un quadro più legato all'economia reale", sottolineano gli analisti. Intanto, sul fronte dei dati macro, la produzione industriale negli Usa è scesa dell'1,3% a livello mensile a settembre, ben al di sotto di quanto atteso dal consenso degli economisti (+0,25). Sempre a settembre, il tasso di utilizzo degli impianti si è attestato al 75,2%, rispetto al 76,5% atteso.
Sul fronte del petrolio, il Wti guadagna lo 0,22% a 81,91 dollari al barile, mentre il Brent cede lo 0,19% a 84,74 dollari. "I prezzi del petrolio stanno aumentando a causa delle preoccupazioni sulla carenza di carburante, dal carbone in Cina al gas naturale, che stanno facendo sembrare il vecchio petrolio più attraente per mantenere le luci accese", spiegano gli esperti di Phil Flynn di Price Futures. Il prezzo dell'oro rimane invece stabile a 1.768 dollari l'oncia.
Nel valutario la moneta unica guadagna terreno sul dollaro (+0,02%) a 1,16, mentre in campo obbligazionario il rendimento del Btp decennale si mantiene al rialzo allo 0,899% e lo spread Btp/Bund a 105 punti. (riproduzione riservata)