Prosegue la forte volatilità in Europa, con i principali indici azionari che chiudono sotto la parità a eccezione del Dax (+0,29%). Il Ftse Mib, in particolare, archivia la seduta in calo dello 0,28% a 31.741 punti, riuscendo a contenere i ribassi dopo la pubblicazione del dato settimanale sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti.
Le richieste sono scese di 17.000 unità a quota 233.000, allontanando i timori di una recessione riaccesi dalle parole del ceo di JpMorgan, Jamie Dimon, che ha definito l'hard landing come lo "scenario più probabile" stimato tra il 35% e il 40% di probabilità (contro il 25% di Goldman Sachs).
I riflettori rimangono puntati anche sulla scena geopolitica, con Israele che ha annunciato di aver eliminato un altro comandante di Hamas e Teheran insiste che solo una tregua a Gaza potrebbe ridurre le tensioni in Medio Oriente. Nel frattempo, le truppe ucraine sono riuscite a entrare in Russia, che ha quindi dichiarato lo stato di emergenza nella regione del Kursk.
A Piazza Affari le blue chip registrano una performance piuttosto debole: il titolo migliore della giornata è Nexi (+1,17%), che continua a recuperare terreno dopo l'incertezza scatenata dalla pubblicazione della trimestrale. In lieve ribasso le banche, con Banco Bpm che registra il calo più significativo (-1,51%), mentre Finecobank continua la correzione (-2,02%) dopo il rally dell'ultimo mese, con il titolo sostenuto da varie indiscrezioni di stampa - tra cui il presunto interesse da parte di Zurich. Il titolo è il fanalino di coda del listino principale.
Tra le società che hanno pubblicato i conti oggi, Illimity segna un +0,22% in chiusura. Gli analisti di Intesa Sanpaolo ribadiscono la necessità di maggior chiarezza sulla strategia della banca dopo l'uscita dal business degli Npl. In netto calo invece doValue (-6,17%) in scia al taglio della guidance. La società ha comunque migliorato il profilo di indebitamento, che passa a 479,4 mln euro dai 517 mln del primo trimestre.
Ancora, Technoprobe affonda di un 10,54% in scia a una contrazione dell'utile netto nonostante il contesto positivo per semiconduttori e AI. La redditività è stata impattata dall'effetto diluitivo delle acquisizioni, che hanno però impattato positivamente la top line, cresciuta di oltre il 20% su base annua.
Di contro, la trimestrale di Gvs è stata accolta bene dal mercato. In corrispondenza della sua pubblicazione il titolo è passato in positivo e chiude a +7,74% grazie, tra l'altro, a un utile netto normalizzato in crescita del 12,3% su base annua a 22,5 mln euro. In lieve rialzo anche Cy4Gate (+0,67%). La società continua a raccogliere ordini e nell'ultimo mese il portafoglio per la Cyber Security e la Decision Intelligence si è arricchito di contratti della durata di circa tre anni per circa 1,2 mln euro.
Le revisioni di rating e target dopo i conti portano invece De Nora a cedere il 5,78% in chiusura. Più precisamente, Jefferies passa a hold da buy, aspettandosi una pausa del momentum di crescita.