A primeggiare è come al solito Londra, meta indiscussa dell'investimento real estate sicuro e remunerativo. La capitale britannica non ha rivali sullo scenario europeo, forte della robusta crescita della congiuntura, volàno anche del mercato del real estate. «Londra può beneficiare di una miscela unica in Europa, fatta di crescita economica, demografica e di un ambiente d'affari aperto e trasparente, fattori capaci di attrarre gli investitori stranieri a caccia di un investimento immobiliare sicuro». Unico rischio, l'incertezza che possa prima o poi uscire dall'Unione Europea che potrebbe tradursi per Londra nella perdita dello status di centro finanziario più importante del Vecchio continente.
Alle spalle della capitale britannica si piazza l'altrettanto ambita Parigi, sempre in cima alle preferenze degli investitori internazionali decisi a scommettere sul mattone Ue. «L'economia parigina è in grado di produrre un terzo del totale del pil della Francia, non teme rivali in quanto a investimenti in ricerca e sviluppo e presenta la più alta concentrazione di aziende in Europa», spiegano gli esperti di LaSalle. Basta pensare che 29 delle 500 maggiori imprese al mondo hanno proprio a Parigi il loro quartier generale per comprendere la robustezza di un investimento immobiliare all'ombra della Tour Eiffel.
L'unica sorpresa sul podio delle migliori città per gli investimenti nel mattone, Istanbul. La megalopoli turca ha conquistato la terza posizione in classifica grazie al tasso di crescita economica tra i più alti d'Europa, accompagnato da un boom demografico in continua espansione che si traduce in fame di immobili da parte sia di privati che di aziende. Proprio l'espansione demografica è invece sconosciuta al mercato italiano, che anche per la natalità ai minimi resta alle prese con una vera e propria stagnazione delle transazioni nel mercato residenziale. Al di là dei dati incoraggianti del mercato milanese, nel resto della Penisola si rilevano per lo più piccole operazioni, incoraggianti ma non sufficienti per ora a ridare un vero slancio al settore. Secondo l'analisi di LaSalle, su 100 città europee con una popolazione superiore ai 500 mila abitanti, solo Milano rientra tra le big, conquistando il 31° posto, prima di Rotterdam, Berlino o Vienna.
Le potenzialità del real estate di Roma si sono arenate in 59esima posizione, davanti alle altre grandi città tricolore (Bologna, Torino, Genova, Napoli e Palermo). E questo, nonostante il biennio 2014-2015 sia partito con il piede giusto. Basti pensare all'operazione da 170 milioni di euro con cui Allianz Real Estate e Ing Insurance hanno acquistato da Cbre Global Investments il centro commerciale Fiumara di Genova. O i 51 milioni sborsati da Hsbc Assurance per il controllo del Club Med Pragelato in provincia di Torino. Ma anche i 76 milioni messi sul piatto da Gwm (Pimco) per la 8 Gallery sempre a Torino, o i 32 milioni sborsati da Nordiconad per la galleria commerciale Vialarga di Bologna. Proprio quest'ultima città è stata scelta da Prologis per l'acquisto di un immobile logistico di 122 mila mq, pagato 63 milioni. Una serie di transazioni medio-piccole, se confrontate con quelle del resto d'Europa, ma con un minimo comune multiplo: il rendimento. Lo yield si attesta infatti tra il 6 e il 10%, valori quasi da Paesi emergenti, a fronte però di un rischio geopolitico ed economico inesistente rispetto a questi ultimi. (riproduzione riservata)