L’Albania molto probabilmente non rinnoverà il protocollo con l’Italia in materia migratoria alla sua scadenza. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri albanese, Ferit Hoxha, in un’intervista a Euractiv. ricordando che l’intesa firmata dalla presidente Giorgia Meloni e da Edi Rama nel 2024 abbia una durata di cinque anni: «Non ci sarà alcun rinnovo perché saremo membri dell’Unione Europea». Il motivo risulta dunque strutturale: l’Albania, trasformando il proprio status giuridico, si rende incompatibile con il modello di gestione extra-Ue previsto dall’intesa.
L’accordo Italia-Albania, ratificato a inizio 2024, prevede infatti l’utilizzo di due centri sul territorio albanese (Shëngjin e Gjadër) come strutture di detenzione e gestione per migranti soccorsi nel Mediterraneo e a cui viene negato l’asilo in Italia. L’impianto del protocollo si inserisce in una più ampia strategia europea che punta a esternalizzare parte della gestione dei flussi migratori, spostando procedure e trattenimenti al di fuori dei confini Ue. Secondo la lettura proposta da Euractiv, il modello Italia-Albania rappresenta uno dei tentativi più avanzati di «delocalizzazione» delle politiche migratorie europee, in un quadro in cui diversi governi stanno esplorando soluzioni esterne per la gestione delle domande d’asilo e dei rimpatri.
Sul fronte politico italiano, la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ha definito il progetto «uno spreco di risorse pubbliche», sostenendo che i centri «non hanno portato a un briciolo di sicurezza in più» e ipotizzando un costo complessivo vicino al miliardo di euro entro il 2028. Nel loro comunicato, gli eurodeputati del M5S affermano che, alla luce della mancata prospettiva di rinnovo, le strutture «verranno chiuse e smantellate», accusando il governo di aver investito risorse in un progetto inefficace rispetto agli obiettivi dichiarati. E rilanciano il tema dell’allocazione dei fondi pubblici, sostenendo che quelle risorse avrebbero potuto essere destinate al rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine sul territorio italiano. (riproduzione riservata)