Dopo oltre vent’anni di attività Skype chiude i battenti. Microsoft annuncia, in un post su X, lo shutdown della prima piattaforma per le videochiamate online per concentrarsi su Teams, dirottando lì tutti gli investimenti (e gli account registrati). Lanciato nel 2003 in Estonia, Skype era stato acquistato da Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari.
«A partire da maggio 2025, Skype non sarà più disponibile. Nei prossimi giorni potrete accedere a Microsoft Teams Free con il vostro account Skype per rimanere in contatto con tutte le vostre chat e i vostri contatti. Grazie per aver fatto parte di Skype», si legge nel post su X.
Starting in May 2025, Skype will no longer be available. Over the coming days you can sign in to Microsoft Teams Free with your Skype account to stay connected with all your chats and contacts. Thank you for being part of Skype pic.twitter.com/EZ2wJLOQ1a — Skype (@Skype) February 28, 2025
Nel 2003 Niklas Zennström e Janus Friis lanciano Skype in Estonia come strumento che consentiva alle persone di chiamarsi online gratuitamente. La capacità di abbattere le barriere economiche delle chiamate internazionali mette il turbo alla società, che nel 2004 registra 11 milioni di utenti. Non passa molto che il potenziale viene colto da da eBay, che nel 2005 lancia un piano di acquisto per la società valutandola 2,6 miliardi di dollari: Skype contava 54 milioni di utenti e un fatturato di 60 milioni di dollari.
Nel 2008 la piattaforma raggiunge l’apice del successo, toccando i 405 milioni di utenti. Ma con la crisi finanziaria le cose iniziano ad andare male. Pochi anni dopo un consorzio di investitori, tra cui Silver Lake, prende il controllo di Skype fino al 2011 quando Microsoft, con un’offerta da 8,5 milioni di euro, acquista il servizio per integrarlo nel suo ecosistema di comunicazione.
Nonostante i tentativi di rilancio, come l’integrazione nel servizio di posta elettronica Outlook e l’aggiunta di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, Skype non riesce più a raggiungere il successo sperato. In un mercato sempre più vasto e competitivo, non sembra esserci spazio per Skype. Durante la pandemia da coronavirus Zoom conquista la scena delle videochiamate, seguita da WhatsApp, mentre Slack attrae il mondo delle comunicazioni aziendali. Anche Teams appare come un’opzione più robusta rispetto a Skype. Nel 2023, secondo i numeri diffusi da Microsoft, Skype contava 36 milioni di utenti attivi al giorno: in calo rispetto ai 40 milioni del marzo 2020. (riproduzione riservata)