La democrazia è tutta da ricostruire? Dagli Stati Uniti all’Italia ci sono troppi episodi che «minano le fondamenta del nostro vivere comune». Ne è convinto il costituzionalista Michele Ainis, intervistato da Milano Finanza.
Domanda. Partiamo dal Board of Peace di Trump, la partecipazione italiana a questa struttura è costituzionale?
Risposta. Il problema non è se sia costituzionale il Board, quanto se ci sia un impedimento costituzionale alla partecipazione italiana. Il governo italiano non vi ha partecipato a pieno titolo, ma solo come osservatore. La soluzione adottata è stata pilatesca. Lo stesso Vaticano ha respinto l’invito. Noi invece abbiamo scelto un ruolo da guardoni, che a conti fatti legittima il Board e delegittima l’articolo 11 della Costituzione.
D. Questo cosa significa?
R. Formalmente non c’è violazione diretta dell’articolo 11, ma siamo di fronte a quella che i giuristi chiamano frode alla Costituzione, fenomeno che accade molte volte, per cui si finge di rispettare la lettera, ma se ne viola lo spirito, la ratio dicono i giuristi. E questo accade in molti casi. Pensiamo al malcostume di accorpare centinaia di commi in un unico articolo, con maxi-emendamenti e fiducia finale, aggirando l’art. 72 della Costituzione che, invece, prevede che le leggi siano approvate articolo per articolo, per tutelare la libertà di voto dei parlamentari. Eppure abbiamo avuto leggi finanziarie composte da un unico articolo con oltre mille commi. Formalmente la norma è rispettata, ma sostanzialmente tradita.
D. E la nuova legge elettorale?
R. Anche qui ci sono criticità simili. I premi di maggioranza distorcono la rappresentatività del Parlamento. E il punto decisivo è l’entità del premio. Se il premio è eccessivo si produce una distorsione grave della rappresentatività. I sistemi elettorali devono bilanciare due valori: governabilità e rappresentatività. Qui la prima rischia di schiacciare la seconda.
La Corte Costituzionale, quando intervenne sul cosiddetto Porcellum, censurò proprio un premio privo di una soglia adeguata. Non stabilì una percentuale precisa, ma affermò un principio: non si può trasformare una minoranza relativa in una maggioranza assoluta senza limiti. Se questa nuova legge confermasse le anticipazioni, il rischio di incostituzionalità sarebbe concreto.
D. E, invece, per quanto riguarda i decreti sicurezza?
R. I decreti sicurezza spesso inseguono l’emergenza del momento e producono un effetto simbolico più che sostanziale. In Italia esistono già circa 35mila fattispecie di reato. Questo significa che il diritto penale ha smesso di essere extrema ratio. La stessa Corte Costituzionale, con la sentenza n. 364 del 1988, ha ribadito che il diritto penale deve intervenire solo su fatti percepiti come gravemente lesivi dalla coscienza sociale. Il principio è quello del ‘diritto penale minimo’. Quando si moltiplicano reati e pene per rispondere all’emotività dell’opinione pubblica, non si viola una singola norma costituzionale, ma si incrina un principio generale
D. E, poi, c’è la riforma della giustizia, anche qui intravede un conflitto con altre norme costituzionali vigenti? In che modo?
R. Sì, perché alcune scelte creano frizioni interne alla stessa architettura costituzionale incrinando l’equilibrio generale. Possiamo dire che è la radicalità di questa riforma che crea dei dubbi. L’intenzione di arginare il potere eccessivo delle correnti giudiziarie in sè può anche essere apprezzata, basti ricordare su tutti il caso Palamara che ha fatto danni alla stessa magistratura. Il sorteggio può anche andar bene. ma in ‘dosi omeopatiche’, per non umiliare la categoria dei magistrati.
D. Quindi si rischia di ‘rompere’ la Costituzione? Come proteggerla?
R. Ci vorrebbe un bravo ortopedico. La Costituzione e le leggi vivono sulle gambe degli uomini. Ogni generazione deve vigilare e reimpossessarsi dei diritti e delle libertà lasciati da quella precedente. Se non c’è una reazione, anche norme liberali possono restare formalmente in piedi, ma svuotate di qualsiasi applicazione concreta. Spetta a ciascuno vigilare. (riproduzione riservata)