Nel momento focale in cui sono in corso due opa da parte dei due azionisti Mfe e Ppf, per Prosiebensat è tempo di conti. La media company tedesca, in cui il gruppo del ceo Pier Silvio Berlusconi è primo azionista con oltre il 30%, ha chiuso il primo trimestre con ricavi in calo dell’1% a 855 milioni (-5% quelli pubblicitari), un ebitda giù del 39% a 44 milioni e rosso di 14 milioni (dall’utile di 8 milioni dell’anno prima).
Commentando la trimestrale, il cfo Martin Mildner ha parlato di «situazione economica complessa», sottolineando che «i ricavi pubblicitari nell’area di lingua tedesca diminuiranno nella prima metà dell’anno». In questo contesto, ha aggiunto «i nostri ricavi di gruppo e l’ebitda rettificato si stanno sviluppando come previsto. Tenendo conto della vendita di Verivox, confermiamo quindi le previsioni per l’intero anno e siamo fiduciosi che anche i ricavi pubblicitari torneranno a crescere nella seconda metà dell’anno».
In questo contesto di difficoltà del gruppo bavarese, arrivano segni positivi da Joyn. Sono infatti cresciuti sia la piattaforma di streaming sia i ricavi da distribuzione e produzione. Joyn ha inoltre ampliato in modo significativo la propria reach monetizzabile, raggiungendo un nuovo massimo storico, il che «conferma il focus strategico sull'intrattenimento digitale» spiegano dal gruppo.
In particolare, Joyn ha aumentato la propria reach monetizzabile raggiungendo un nuovo record: il numero medio mensile di utenti video è salito a 8,3 milioni (+26%), il tempo di visione complessivo è aumentato a 13,5 miliardi di minuti (+48%). Inoltre, Joyn ha registrato un incremento del 39% dei ricavi da AVoD (advertising video-on-demand), mentre i ricavi da SVoD (subscription video-on-demand), che sono riportati sotto la voce «altri ricavi», sono cresciuti del 16%.
Luci e ombre sugli asset non core, da tempo oggetto di critiche sia da parte di Mfe sia da parte del socio ceco Ppf. La contrazione dei ricavi nel segmento Dating Video (-22% a 84 milioni euro) è stata compensata dalla crescita del segmento Commerce Ventures (+11% a 228 milioni euro), a cui Flaconi ha dato il contributo più significativo nel ramo Beauty & Lifestyle. Quanto alla vendita di Verivox, avvenuta a marzo 2025, sottolinea la nota, «rappresenta una pietra miliare nella strategia di ProSiebenSat.1 volta a rafforzare il focus sul business dell’intrattenimento e ad aumentare la flessibilità finanziaria del gruppo». Una dichiarazione importante, perché allineata totalmente a quanto chiede Cologno.
Come detto, Prosiebensat è oggetto di due opa. La prima mossa a fine marzo da Mfe, la quale ha proposto un’offerta da 5,74 euro per azione composta da 4,48 euro più 0,4 azioni Mfe A di nuova emissione. La seconda è stata annunciata tre giorni fa dal secondo socio Ppf ed è orientata a salire fino al 29,99% (dall’attuale 15%). Per farlo ha proposto un’offerta da 7 euro per azione. Su questo tema, Mildner ha detto di avere «un buon dialogo con entrambi gli azionisti, non solo con Ppf ma anche con Mfe. E si tratta di un dialogo costruttivo».
In merito alle offerte, Prosiebensat non ritiene che una sia meglio dell’altra, ma ha «un approccio puramente matematico: 7 euro è semplicemente superiore a 5,75 euro». Per cui, questo «è più favorevole da una prospettiva di interesse per gli azionisti», ha detto il cfo. Questo «è stato il ragionamento alla base del nostro comunicato iniziale», ha aggiunto Mildner, sottolineando che «non è un’indicazione di preferenza per uno o l’altro soggetto coinvolto». «Abbiamo anche detto, e lo ribadiamo, che ci fa sempre piacere quando qualcuno riconosce e apprezza la nostra strategia e l’approccio del nostro management», ma «non riteniamo che uno dei due azionisti sia migliore o peggiore dell’altro». (riproduzione riservata)