I dati sono indubbiamente confortanti, sia perché il mercato immobiliare delle due metropoli funziona in genere da anticipatore per quanto riguarda le altre piazza, ma soprattutto perché vanno a confermare un trend di ripresa in atto ormai da oltre un anno, e per di più abbastanza vivace, anche se per recuperare il 50% perduto dall'inizio della crisi occorreranno tempi piuttosto lunghi.
Da sottolineare è però anche un altro aspetto, che a questo punto non si rivela solo episodico. Roma al momento batte Milano 4 a 1, almeno sul fronte delle compravendite. Ormai da un anno a questa parte le transazioni nella Capitale crescono infatti a un ritmo molto più sostenuto rispetto al capoluogo lombardo. I dati degli ultimi trimestri vedono infatti il 19,8% contro il 3,2% nel quarto, l'11,8% contro il 6,8% in quello precedente e così via, portando a un 14% romano contro il 5% milanese il risultato dell'intero 2014. E questo nonostante le dimensioni del mercato capitolino siano quasi doppie rispetto a quello del capoluogo lombardo. Il trend come indicato dalle anticipazioni di Toscano Immobiliare sembra intenzionato a proseguire anche nel primo trimestre 2015, confermandone la consistenza.
Interessante è naturalmente analizzarne anche i contorni qualitativi. Per ciò che attiene Roma, per esempio, il valore della compravendita media è diminuito del 17,30% rispetto al primo trimestre del 2014, attestandosi oggi intorno ai 300 mila euro. La flessione dell'importo medio è dovuta sia a una diminuzione delle quotazioni, sia al fatto che attualmente i più richiesti sono i tagli fino a 85 metri quadrati, che rappresentano circa il 50% del monte venduto, rispetto al 25% rappresentato dalle abitazioni dai 90 ai 120 metri quadri e al restante 25% coperto da quelle oltre il 120 metri quadri. In altre parole in questo momento i romani sembrano puntare su case meno care, ma anche più piccole, fenomeno in parte dovuto anche a una leggera ripresa dell'acquisto a fini di investimento, a caccia di un rendimento da affitto e magari, visto che le quotazioni sono sui minimi, di una rivalutazione in tempi brevi. (riproduzione riservata)