Chiusura in rialzo per Piazza Affari. Il Ftse Mib, in una giornata dominata ancora dalle trimestrali, ha guadagnato lo 0,98%.
Sul fronte macro da segnalare che gli investitori restano in attesa delle decisioni della Fed, da cui comunque non si prevedono variazioni sui tassi d'interesse. Attesa, quindi, per la conferenza stampa del presidente Jerome Powell, dalla quale potrebbero emergere indicazioni importanti sulle future mosse della politica monetaria.
Da evidenziare anche che il prodotto interno lordo dell'area euro è cresciuto dello 0,1% nel secondo trimestre, dopo un incremento dello 0,6% nei tre mesi precedenti, secondo i dati preliminari pubblicati da Eurostat. Il dato ha battuto di poco il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura invariata.
Negli Usa, invece, il Pil è aumentato del 3% nel periodo aprile-giugno, secondo i dati corretti per la stagionalità e l'inflazione. La lettura ha superato il consenso degli economisti che si aspettavano un'espansione del 2,3% e ha contribuito a invertire la contrazione dello 0,5% registrata nel primo trimestre, dovuta in gran parte a un forte calo delle importazioni e a una debole spesa dei consumatori in un contesto di timori legati ai dazi.
A Milano in rally Intesa Sanpaolo (+4,39%) dopo conti oltre le attese del mercato. La banca guidata da Carlo Messina ha chiuso il semestre con un utile netto in crescita a 5,216 miliardi dai 4,766 mld del pari periodo del 2024. I proventi operativi hanno toccato quota 13,789 miliardi di euro (+1,1% a/a) e i costi operativi 5,242 miliardi (-0,2%). Il risultato della gestione operativa è salito dell'1,9% a 8,547 miliardi e quello corrente lordo a 7,956 miliardi, che si confronta con i 7,744 miliardi del primo semestre 2024.
In evidenza, tra le banche, anche Bper (+3,14%), B.P.Sondrio (+1,72%), B.Mps (+2,9%), Unicredit (+1,84%), che ha superato i 100 mld di euro di market cap, e Mediobanca (+1,78%).
Giornata di conti anche per Snam (-0,55%) che ha archiviato il primo semestre del 2025 con un utile netto adjusted di 750 milioni di euro, in aumento dell'8,5% rispetto allo scorso anno, grazie alla crescita dell'Ebitda e al maggior contributo delle società partecipate nazionali ed estere e Leonardo Spa (+0,19%) che ha registrato ricavi semestrali pari a 8,9 mld (+12,9%) e un utile netto a 542 mln (-2,3%).
Tonfo invece per Amplifon (-25,46%) dopo i conti sotto le attese e il taglio della guidance sul 2025. I ricavi consolidati sono visti ora in crescita di circa il 3% a cambi costanti (precedentemente 'mid to high single-digit') e il margine Ebitda su base adjusted è atteso di circa il 23% (precedentemente almeno il 24%). Immediata la reazione degli analisti, che sono corsi a rivedere al ribasso stime e prezzi obiettivo sul titolo.
Fuori dal paniere principale denaro su Fincantieri (+3,39%) che ha chiuso il primo semestre con un utile netto pari a 35 milioni di euro, a conferma del consolidato ritorno all'utile già raggiunto a fine 2024 (utile netto pari a euro 27 milioni) e in significativo miglioramento rispetto alla perdita di euro 27 milioni del primo semestre.
fus