I mercati all’ingrosso italiani sono una realtà in trasformazione, che muove oltre 11 miliardi di euro di fatturato e coinvolge più di 26 mila addetti in 22 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale.
A scattare la fotografia del settore è l’ultimo Rapporto Italmercati-Ismea 2025. E il primo agromercato italiano a fare da traino è proprio il Centro Agroalimentare Roma (Car) che da solo movimenta 1,46 milioni di tonnellate di prodotti di ortofrutta, ittico e carni e generando un giro d’affari di 2,7 miliardi di euro.
Un «polo strategico fondamentale per l’approvvigionamento alimentare della capitale e del suo vasto hinterland», spiega a MF-Milano Finanza Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del Car e presidente di Italmercati, la rete d’imprese dei mercati agroalimentari italiani. «I nostri numeri definiscono la portata di un’infrastruttura vitale: operiamo su una superficie di 2 milioni di mq, ma la nostra forza non risiede solo nelle dimensioni, ma nella modernità della struttura e nell’ecosistema di servizi interconnessi offerti. Non siamo solo un mercato, ma una piattaforma di servizi completi che unisce efficienza logistica, sicurezza alimentare e innovazione, confermandosi come il cuore pulsante del food a Roma».
Un sistema, dunque, diffuso e capillare ma ancora troppo frammentato.
«L’Italia ha complessivamente oltre 130 strutture attive, sei volte più che in Francia o Spagna. Una frammentazione che, pur rappresentando una ricchezza in termini di prossimità territoriale e di valorizzazione delle produzioni locali, limita la competitività complessiva del comparto», sottolinea Pallottini.
«Per questa ragione come Italmercati vogliamo proporre una riforma complessiva del sistema con mercati più grandi, connessi e digitali, in grado di garantire tracciabilità, qualità e sostenibilità. Siamo pronti a collaborare con il governo, con le regioni e con Ismea per definire un nuovo modello nazionale, in cui pochi poli forti rappresentino un sistema moderno, competitivo e coerente con le sfide della transizione verde», conclude il presidente. (riproduzione riservata)