Giovedì il Consiglio direttivo della Bce si riunirà nel primo meeting del 2021, anche se, dopo le notevoli azioni messe in campo nel corso dello scorso anno e, in particolare, nell’ultima riunione politica di dicembre, gli esperti ritengono più che lecito non attendersi ulteriori e consistenti novità. Per quanto riguarda le prospettive economiche, Goldman Sachs è dell'avviso che il Consiglio direttivo ribadirà che i rischi rimangono orientati al ribasso, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi di Covid-19, ma che osserverà nel contempo che sono diventati meno pronunciati dopo la recente e (si spera) definitiva introduzione del vaccino. “Facendo eco ai commenti di Lagarde della scorsa settimana, ci aspettiamo che le proiezioni di dicembre degli esperti della Bce, basate su misure di blocco fino alla fine del primo trimestre, rimangano adeguate”, evidenziano gli analisti.
Per quanto riguarda le valute, è probabile che il Consiglio direttivo ribadisca le sue preoccupazioni relative alle implicazioni della persistente forza dell'euro sulle prospettive di inflazione, nel tentativo di calmare la risalita della valuta comune soprattutto in relazione al dollaro. Inoltre, Goldman Sachs ritiene che difficilmente si potrà assistere ad un taglio dei tassi d’interesse per contrastare la forza della valuta, a meno che l'euro non si apprezzi ulteriormente per ragioni che non riflettono un miglioramento della zona euro e delle prospettive globali.
Secondo la banca di Manhattan, l'aspetto più importante da monitorare sarà come la Bce interpreterà le condizioni del mercato dei finanziamenti. A dicembre, il Consiglio direttivo ha annunciato che intende utilizzare i propri strumenti pandemici per preservare condizioni di finanziamento favorevoli durante il periodo di crisi, in cui il livello appropriato degli oneri finanziari dipende dall'evoluzione delle prospettive economiche.
A parere degli strategist di Goldman, le condizioni rimarranno molto accomodanti, con oneri finanziari prossimi ai minimi e una crescita del credito nella fascia alta della distribuzione post-2014. L'unico motivo di preoccupazione potrebbero essere gli standard di credito applicati dalle banche ai nuovi prestiti, che si sono notevolmente inaspriti nel terzo trimestre del 2020, e che probabilmente hanno motivato l'estensione dei termini Tltro nella scorsa riunione.
“I nostri risultati suggeriscono che le condizioni di finanziamento si inaspriranno solo con il miglioramento delle prospettive per l'area dell'euro nel 2021. Quindi, quanto di questo inasprimento dovrebbe la Bce accogliere e quanto dovrebbe cercare di evitare? Nella riunione di dicembre, i funzionari hanno riconosciuto il carattere endogeno delle condizioni di finanziamento rispetto alle prospettive economiche”, argomentano gli analisti, “indicando la possibilità di un inasprimento delle condizioni man mano che la ripresa economica prenderà piede nel 2021, fino a quando questo orientamento non sarà visto come un'interferenza con l'obiettivo di una convergenza dell'inflazione verso il target”. (riproduzione riservata)