Mediolanum esce da Mediobanca e passa all’incasso. L’istituto della famiglia Doris, membro storico del patto di sindacato, ha avviato un collocamento per cedere l’intero pacchetto del 3,5% di Piazzetta Cuccia. La mossa arriva a due giorni dall’aggiornamento del piano industriale della merchant bank che propone ai soci il 100% di payout e a ridosso dell’offerta pubblica di scambio di Mps sull’istituto guidato da Alberto Nagel.
La decisione di Mediolanum di uscire è stata comunicata ieri a mercati chiusi, con il titolo Mediobanca vicino ai massimi storici a 17,74 euro. La partecipazione è detenuta nel portafoglio held to collect & sell dal 2020 e da allora segue trimestralmente l'andamento a fair value. Pertanto, si fa sapere dal gruppo, la vendita non ha impatti a conto economico - se non il futuro mancato incasso dei dividendi. Semplicemente, nello stato patrimoniale andremo a registrare l'uscita della partecipazione e una diminuzione delle rwa, con un positivo impatto sul Cet1.
A cedere le azioni tecnicamente sono state Banca Mediolanum e Mediolanum Vita spa, mentre al momento non è chiaro se anche a vendere sarà anche la holding della famiglia Doris, Finprog, che con il suo 0,96% è fuori dal patto Mediobanca. L’abb è curato da Morgan Stanley come sole bookrunner. La nota del gruppo Mediolanum precisa che le 29,1 milioni di azioni offerte in vendita sono parti all’«integrale partecipazione» detenuta in Mediobanca.
La cessione chiude un capitolo lungo quasi trent’anni. Nel 1996 fu proprio Mediobanca, sotto la regia di Enrico Cuccia, a curare la quotazione di Mediolanum, insieme con Banca di Roma e SBC Warburg. Quattro anni più tardi il gruppo fondato da Ennio Doris fece il suo ingresso stabile nel capitale della merchant bank sostenendone lo sviluppo e il progressivo cambiamento di identità. Una vicinanza strategica che negli anni ha alimentato speculazioni su una possibile fusione tra le due realtà, mai realizzata. Mentre nel 2001 Mediobanca e Mediolanum lanciarono una jv nel wealth management, Banca Esperia, poi nel 2017 assorbita dentro Piazzetta Cuccia.
Doris era il principale esponente del patto di Mediobanca, da tempo non più un sindacato di blocco ma un accordo di consultazione che fino a ieri raccoglieva l’11,7% di Mediobanca. La compagine ora si sta andando assottigliando: nei giorni scorsi anche Vittoria Assicurazioni, anch’essa socio pattista, ha venduto lo 0,27% e anche la famiglia Gavio ha messo sul mercato circa lo 0,2% nel corso del primo semestre dell’anno.
Le mosse dei soci arrivano mentre sono in dirittura d’arrivo le procedure per l’avvio dell’ops del Montepaschi. Dopo l’ok della Bce, Consob ha avviato l’analisi sul prospetto d’offerta e potrebbe dare luce verde tra domani e venerdì. Il Tuf prevede che l’autorizzazione arrivi entro cinque giorni lavorativi dal deposito ma il termine può allungarsi in caso di richieste di integrazioni, modifiche o chiarimenti. Proprio Mediobanca ha sollecitato un’integrazione del documento di offerta per chiarire la soglia minima di adesione all’ops e gli effetti economico-finanziari sulla strategia del Monte. (riproduzione riservata)