La grande finanza si divide sull’ops che il Montepaschi ha lanciato su Mediobanca. Lo attestano i verbali dell’assemblea che lo scorso 17 aprile a Siena ha approvato l’aumento di capitale al servizio dell’operazione. Anche se la delibera è passata, una nutrita pattuglia di azionisti ha bocciato la strategia di Rocca Salimbeni. Tra i contrari spuntano i nomi di alcuni grandi investitori internazionali che, tra l’altro, sono anche soci di Piazzetta Cuccia e che nei prossimi mesi potrebbero essere chiamati a esprimersi sull’offerta di Siena.
Tra questi c’è BlackRock. L’asset manager americano si è presentato in assemblea con poco più dello 0,3% e ha votato contro la delibera sull’aumento. Non è tanto la quota Mps in mano al fondo guidato da Fink a essere rilevante ma quella nel capitale di Mediobanca: un pesante 3,5% di Mediobanca che rende BlackRock tra maggiori destinatari dell’offerta.
L’elenco dei contrari comprende anche i fondi di Dimensional (che detiene anche lo 0,44% di Piazzetta Cuccia secondo le ultime rilevazioni di Bloomberg), Ubs (0,42% della merchant), Bnp Paribas (0,22%), State Street (0,28%) Hsbc e Goldman Sachs. Tutti nomi presenti nel capitale di entrambe le banche.
No all’offerta elaborata al ceo Luigi Lovaglio dai soci Santander, Lazard Asset Management, l’hedge fund americano Two Sigma Investments, il fondo tedesco Deka Investment e Morgan Stanley, mentre la maggior parte dei fondi di Jp Morgan (che ha lo 0,26% di Mediobanca) si sono astenuti. A favore del no si sono espressi anche alcuni veicoli di Generali (come Generali Smart Funds e Generali Investments) e di Alleanza.
L’ops su Mediobanca è stata sostenuta dai grandi soci italiani del Montepaschi: in prima fila il ministero dell’Economia con il suo 11,7%, poi Francesco Gaetano Caltagirone, con il 9,97% collocato presso 16 veicoli dell’imprenditore-editore romano. Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, non compare direttamente in assemblea ma è plausibile abbia dato la delega sul suo 9,87% alla società di raccolta dei voti Computershare, che a Siena si è presentata con il 19%.
Tra i soci favorevoli all’offerta ci sono anche le fondazioni, entrate nel capitale della banca senese con l’aumento dell’ottobre 2022. La pattuglia è composta da Cariplo (che ha liquidato il proprio 0,4% nei giorni scorsi per approfittare del titolo ai massimi), Compagnia di San Paolo (0,4%), Fondazione Mps (0,4%), Cr Cuneo (0,1%), Cr Lucca (0,1%).
Tra gli investitori istituzionali spiccano Algebris, Vanguard, Pimco, Fidelity, Amundi, Norges Bank, l’hedge fund Marshall Wace e il gruppo francese Axa (che è anche lo storico partner assicurativo del Montepaschi), alcuni dei quali sono soci anche di Mediobanca, come Vanguard che ha il 2,71% di Piazzetta Cuccia. Tra gli italiani spuntano anche due veicoli di Mediolanum: Best brands european small cap equity e Best brands financial income strategy. Una presenza che non passa inosservata, visto che i Doris sono storici di Mediobanca al 4,5%.
Tra gli italiani spuntano anche due veicoli di Mediolanum: Best brands european small cap equity e Best brands financial income strategy. Una presenza che non passa inosservata, visto che i Doris sono storici di Mediobanca al 4,5%. Sul fronte del sì ci sono anche diversi fondi di Eurizon, anche se il ceo del gruppo Intesa Sanpaolo Carlo Messina si è ripetutamente chiamato fuori dal risiko in corso. A favore dell’ops si sono espresse anche la Veniero Investments di Massimo Malvestio, il presidente della Fondazione Mps Carlo Rossi, l’imprenditore Marco Bassilichi e il patron di Ufi Filters Giorgio Girondi.
L’offerta di Siena su Mediobanca deve affrontare l’ostacolo maggiore: il prezzo. Alla chiusura di ieri il corrispettivo in azioni offerto da Mps (2,3 azioni di Siena per ogni azione Mediobanca) faceva emergere uno sconto di oltre il 15% sulla capitalizzazione della banca-bersaglio (con una differenza di valutazione di 2,6 miliardi). Incorporando la cedola che sarà messa in pagamento nei prossimi giorni e il relativo aggiustamento dei concambi, il divario si riduce al 6,6% e il gap di valutazione scende a circa 1,2 miliardi. La corsa del titolo Mediobanca in borsa dal 28 aprile (+15,6%) è legata principalmente all’offerta di Piazzetta Cuccia su Banca Generali per creare un polo italiano del risparmio. (riproduzione riservata)