Ha una quota di Mediobanca di oltre l’1,1%, la stessa di Baldassarre Monge, patron del colosso del pet food, ultimo grande socio industriale invitato a fine 2020 dall’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel ad investire nella merchant bank per controbilanciare insieme ad altri azionisti storici la scalata di Delfin nel capitale dell’istituto.
Come Monge, anche Gianni Chiarva arriva da Cuneo e ha risposto alla chiamata del banchiere milanese già nel 2021, appoggiando poi lo scorso 28 ottobre la lista del consiglio in occasione dell’ultimo rinnovo della governance di Mediobanca. Assieme al patron di Calzedonia Sandro Veronesi che ha pure puntato le sue fiches sull’istituto di Nagel, ma con una quota molto minore, quello di Gianni Chiarva è il volto nuovo del libro soci di quello che un tempo era il salotto buono della finanza italiana.
E come l’imprenditore scaligero della moda, anche il 76enne industriale di Cuneo ha diversificato nella finanza investendo i denari rinvenienti invece dal proprio core business. Con il gruppo Stella, produce traversine ferroviarie, pali di legno per le linee telefoniche ed elettriche, legname residenziale e prodotti industriali in legno. La famiglia Chiarva (c’è anche il fratello Giorgio) è attiva in questo settore dal 1945 con Stella spa che lo scorso anno ha realizzato quasi 20 milioni di euro ricavi, in crescita del 12,8% dai 17,7 milioni del 2021.
Stella spa è controllata da Stella Holding, il family office presieduto da Gianni Chiarva a capo del gruppo che in portafoglio ha anche l’1,14% di Mediobanca. Ai corsi attuali la quota nella merchant bank vale oltre 106 milioni.
Dopo una prima fase di crescita anche europea, negli anni ‘90 il gruppo Stella si è espanso anche sui mercati d’Oltreoceano. Grazie a un blitz in Nord America con il capo dell’azienda scozzese James Jones&Sons Tom Bruce-Jones, la società ha comprato nel 1992 la divisione del produttore statunitense di cellulosa Domtar Corp con focus nel trattamento speciale del legno.
Come Stella spa, anche James Jones&Sons è attiva nella lavorazione del legno. Da allora, la joint venture Stella Jones International (i Chiarva al 51%) ha prodotto e venduto negli Usa e in Canada traversine di legno per le ferrovie e pali di legno. Un colpo che ha fatto lievitare il patrimonio della famiglia piemontese. In 18 anni Stella Jones ha visto passare i ricavi da quota 10 milioni di dollari del 2001 a 2,12 miliardi del 2018, con un ebitda di 244,4 milioni.
Nel 2019 Stella Jones ha ceduto il pacchetto di maggioranza della controllata Stella-Jones Inc, quotata alla borsa di Toronto e arrivata a capitalizzare circa 3 miliardi di dollari canadesi. La cessione ha iniettato nel gruppo Stella parecchia liquidità che i Chiarva hanno impiegato in nuove avventure finanziarie. Dove? Telecomunicazioni, gaming, private equity, immobiliare, media-entertainment e salute.
La prima grande incursione nel mondo della finanza da parte del gruppo Stella è stata quella su Sirti, nome storico della telefonia italiana visto che ha messo in piedi la rete in rame dell’allora Sip, ai tempi del primo buyout che risale alla fine del 2000.
Un investimento in cui hanno creduto anche altri nomi blasonati dell’imprenditoria tricolore, come 21 Investimenti di Alessandro Benetton, Investindustrial di Andrea Bonomi, l’allora Clessidra di Livio Sposito e la famiglia Rocca. Il gruppo Stella ha poi seguito tutte le successive vicende di Sirti sino a quando nel 2016, con tutti gli altri soci, è uscita dal capitale con l’ingresso di Pillarstone.
Il secondo investimento rilevante è stato nel 2011: affiancati dal fondo Igi, i Chiarva hanno messo le mani su Fabbri Vignola, storica azienda modenese che distribuisce macchinari e pellicole per il confezionamento di prodotti alimentari e riviste, rivenduta poi a fine 2017 al gruppo europeo di private equity Argos Wityu.
Nel 2019 l’ultima grande incursione finanziaria, ma questa volta a Piazza Affari. Affiancando Trilantic Capital Partners, gli industriali cuneensi hanno rilevato quasi il 30% del gruppo di giochi e scommesse Gamenet, quota rivenduta qualche mese più tardi agli americani di Apollo. Trilantic è un fondo di private equity internazionale guidato da Vittorio Pignatti che ora i Chiarva hanno ritrovato in Piazzetta Cuccia.
Il banker siede infatti nel board di Mediobanca (oltre che di Edizione dei Benetton). Il gruppo Stella investe anche nell’immobiliare (con Stella RE), nell’enterteinment (Chili tv) e ora sta puntando forte sul settore della salute: attraverso Stella Holding, Gianni Chiarva ha rilevato nell’ultimo anno e mezzo 19 farmacie nel Nord Italia, scommettendo sul macrotrend dell’invecchiamento demografico. (riproduzione riservata)