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Alberto Nagel, ceo Mediobanca, mentre spiega, Imagoeconomica
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Mediobanca rileva Arma Partners (operazioni per 85 miliardi) e cresce nell’M&A. Equita: diventa una super investment bank

18 maggio 2023, 08:55 Ultimo aggiornamento: 20:38

La preda è una boutique da 100 mln di ricavi specializzata in consulenza nei deal tech. L’operazione pesa 150 mln sul capitale di Piazzetta Cuccia ma può costare di più per le azioni da dare ai bankers. Tutti i particolari dell’M&A e gli effetti in bilancio di un titolo che ha un dividend yield di oltre l'8% | Mediobanca apre l’archivio segreto su Montecatini-Edison. Nascita di un colosso fragile, capitalismo da galleria degli orrori | Banche, ecco chi sarà più colpito dalla tassa sugli extraprofitti. E perché a giugno fa più male

A una settimana dalla presentazione del nuovo piano triennale Mediobanca mette a segno un’acquisizione importante nel corporate & investment banking. La preda è Arma Partners, boutique di consulenza in ambito digitale con sede nel più alto edificio di Londra, il grattacielo The Shard.

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Cos’è Arma Partners

Alla guida c’è Paul-Noël Guély, ex top banker di Goldman Sachs che in pochi anni ha saputo costruire una realtà di primo piano nella city londinese. Fino al 2017 Guély è stato head of software and services investment banking della banca Usa, dopo aver ricoperto un incarico analogo in Lehman Brothers. Arma conta 69 bankers provenienti da oltre 26 Paesi. Ha una forte presenza internazionale con uffici a Monaco e un presidio negli Stati Uniti, cui si aggiungono collaborazioni con società di consulenza affiliate in Giappone, Australia, Israele, Turchia e Brasile.


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Il costo del deal

Piazzetta Cuccia pagherà l’acquisizione di Arma Partners per il 40% in cash e il resto in un mix di azioni e contanti nell’arco di quattro anni sulla base delle performance di Arma. Per Mediobanca l’operazione pesa a bilancio per 150 milioni di euro, pari a 30 punti base di Cet1 ma il valore del deal potrà essere più alto considerando la componente azionaria da assegnare negli anni ai bankers.

Le altre operazioni all’estero per il Cib

La mossa di Mediobanca conferma la vocazione internazionale del gruppo guidato da Alberto Nagel. Già nel 2019 Piazzetta Cuccia aveva fatto un’acquisizione di primo piano all’estero aggiudicandosi per 160 milioni la boutique francese Messier Maris & Associés, protagonista come advisor di importanti transazioni Oltralpe e nell'ultimo bilancio annuale arrivata al record di ricavi (63 milioni), anche se poi il banker Erik Maris aveva lasciato. Negli ultimi anni il Cib di Mediobanca, la cui redditività si è attestata al 14% nei nove mesi chiusi al 31 marzo, è stato rafforzato lo scorso anno con l’ingresso dell’ex ceo di Lloyds Banking Group António Horta-Osório come senior advisor.

Il piano in arrivo

L’operazione arriva a pochi giorni dal nuovo piano industriale fissato per il 24 maggio, che il primo azionista Delfin, per bocca del ceo Francesco Milleri, ha già detto di voler analizzare in profondità, da «azionisti di lungo periodo». Mediobanca afferma che la transazione sarà «accrescitiva» dell’utile per azione e che attraverso essa mira ad avere un segmento Cib a minor assorbimento di capitale, trainato più dalle commissioni della divisione con una crescita del 30%, risultato che «contribuirà a incrementare di oltre il 10% le commissioni di gruppo». Secondo un’analisi di Equita Sim, Arma Partners «potrebbe rappresentare uno dei principali motori di crescita del Cib», che da solo incide per il 20% degli utili di gruppo.

La boutique continuerà a essere gestita da Guély, che lavorerà assieme a Bachiller e Baldelli. Negli ultimi cinque anni il team di Arma ha seguito come advisor oltre cento operazioni, il 75% delle quali cross-border, per oltre 85 miliardi di dollari. Risultati che hanno permesso alla società di posizionarsi come advisor di rilevanza nelle grandi acquisizioni di software in Europa. Nonostante l’indebolimento dei mercati finanziari nel 2023, Arma Partners ha annunciato risultati record per il terzo anno consecutivo con ricavi per oltre 100 milioni di dollari.

Gli analisti

Secondo gli analisti di Bestinver, questa operazione è «coerente con il modello di business a capitale leggero della divisione Cib. E’ previsto che il deal avrà un impatto significativo sulle commissioni dell’investment banking attorno a 90-100 milioni di euro».

Ovvero, aggiunge Bestinver, «un +30% a livello di Cib, ovvero un +10% a livello di gruppo». Secondo Mediobanca, sulla base degli utili dell'ultimo anno finanziario, «la transazione va a incrementare l’eps».

Secondo Equita Sim, l'operazione potrebbe essere «positiva sull'utile per azione in misura low-to-mid single digit (4-6% circa, ndr) prima delle sinergie.» Per gli analisti si tratta di un «deal smart che rafforza e completa il posizionamento di Mediobanca nel Cib, sia da un punto di vista di prodotti che delle aree geografiche coperte». Date le sue dimensioni, prosegue la Sim milanese, «potrebbe rappresentare uno dei principali motori di crescita del Cib nei prossimi anni», che da solo incide per il 20% degli utili di gruppo.

Inoltre, il settore digitale è «tra quelli più influenzati dal Next Generation EU e Pnrr italiano, che prevedono importanti investimenti nei prossimi anni», sottolineano i broker.

Gli analisti di Citi ricordano che, in base all'ultimo bilancio nel Regno Unito (fine esercizio 31 marzo 2022), la società ha riportato ricavi per 81,2 milioni di sterline (+8% anno su anno) con un utile netto di 56 milioni, con un’incidenza molto alta sulle entrate. La ripartizione dei ricavi è stata del 45% dal Regno Unito, del 37% dall'Ue e del 18% dal resto del mondo.

Giovedì sempre gli analisti di Equita analizzano le dichiarazioni di Francesco Milleri, ceo di Delfin (la holding ha il (19,8% di Mediobanca), secondo cui, «come investitori di lungo periodo, puntano sulla crescita e redditività dell'investimento».

Milleri, ceo di EssilorLuxottica e presidente di Delfin, ha detto che «leggerà il piano strategico di Mediobanca che sarà presentato il prossimo 24 maggio e lo farà analizzare. Nonostante non sia esperto di banche, se richiesto, fornirà suggerimenti. Come azionista a lungo termine, è soddisfatto del rendimento attuale del titolo e sarebbe ancora più felice se crescesse ulteriormente. Riguardo al rinnovo del board, Milleri ha dichiarato che aspetterà di vedere se verrà coinvolto in qualche decisione».

Infine, Milleri ha smentito contatti diretti con l’altro socio forte, Francesco Gaetano Caltagirone che recentemente ha quasi raddoppiato la quota in Mediobanca al 9,9%.

Secondo gli analisti di Equita, considerando che la «complessa questione dell’eredità di Del Vecchio è ancora in corso e la profittabilità dell'asset», non è atteso un grande movimento riguardo alla partecipazione di Delfin in Mediobanca. Quest'ultima tratta a livelli «attraenti considerando la sua profittabilità e diversificazione del modello di attività», ovvero a 0,9 volte il rapporto p/te, con un dividend yield di oltre l’8%.

Tre mosse per crescere nel Cib

L’operazione con Arma Partners è la terza tappa di Piazzetta Cuccia per crescere nell’investment banking partita nel 2019 con l'acquisizione nel 2019 della boutique di M&A francese Messiér et Associes, protagonista come advisor di importanti transazioni Oltralpe.

A seguire, nel luglio 2022, la nomina di Antonio Horta-Osorio, banchiere portoghese tra i più noti in Europa dopo il successo nel turnaround di Lloyds Bank, come senior advisor di Mediobanca a supporto delle attività internazionali di Corporate & investment banking (Cib). La volontà di giocare un ruolo nei grandi deal europei, accanto all'implementazione in Italia dell'advisory per il mid corporate in sinergia con la divisione di private banking, è uno degli snodi chiave della crescita del Cib.

I manager

«L’accordo con Arma Partners riflette la nostra ambizione di costruire una solida crescita di lungo periodo facendo leva sui trend industriali, sulle competenze specialistiche e sul talento delle persone», il commento di Alberto Nagel, ceo di Mediobanca.

«Siamo entusiasti del fatto che Arma Partners diventi uno dei pilastri della strategia del Cib di Mediobanca», intervengono Francisco Bachiller e Giuseppe Baldelli, co-Heads of Global Cib di Mediobanca.

«Questa partnership consentirà ad Arma Partners di raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi di espansione globale. Come noi, Mediobanca vanta un'illustre esperienza di consulenza strategica e indipendente, nonché radici europee unite ad ambizioni globali», così Paul-Noël Guély, Managing Partner di Arma Partners. (riproduzione riservata)



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