Del resto, alla luce del costante e rapido processo di urbanizzazione, il tema del futuro delle città è di primaria importanza considerandone l'impatto su sviluppo dell'economia del Paese e qualità della vita dei cittadini. Attualmente il 54% della popolazione vive nelle città, contro il 25% di 50 anni fa, e si prevede che entro il 2050 supereranno i sei miliardi. L'urbanizzazione sarà particolarmente accentuata nelle aree in via di sviluppo, come Africa e Asia meridionale, in fieri di veder raddoppiare la popolazione urbana nel giro di vent'anni. Sotto il profilo economico, le città concentrano oltre il 70% del pil mondiale e le prime 300 più del 37%, mentre le città con più di 150 mila abitanti concentrano il 74,5% del fatturato immobiliare totale, con punte dell'84% negli Usa e del 76% in Europa.
«Insomma ci troviamo di fronte a un circolo si spera virtuoso dove le città aumentano il loro peso nel contesto socio-economico», spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, «ma allo stesso tempo cambiano via via forma e struttura, sulla base di nuovi principi e logiche di sviluppo. A loro volta i processi di riqualificazione e rigenerazione sono motore dello sviluppo economico e sociale della città e dell'intero Paese, coinvolgendone necessariamente anche le risorse economiche, politiche e sociali».
Più verde. Dal punto di vista strutturale le città contemporanee sono discontinue, con spazi costruiti, semi costruiti e aperti, alcuni dei quali (dismessi, sottoutilizzati, abbandonati, vuoti) possono essere oggetto di trasformazione formando un offerta di enormi dimensioni. Basti pensare entro il 2030 verranno raddoppiate le aree urbane costruite (400 mila kmq di superficie). Ma le città sono anche sempre più competitive, e vincenti saranno quelle in grado di portare avanti uno sviluppo che armonizzi disponibilità delle risorse e loro utilizzo. Sostenibilità e verde sono del resto tra i must del nuovo sviluppo urbano. A testimoniarlo è Singapore, che il governo locale vuole trasformare in una città giardino. Nella città-stato anche la parte residua della foresta è stata addomesticata e trasformata in parco pubblico. Nel progetto dei Gardens by the Bay (un miliardo di dollari di investimenti in quattro anni) giardini botanici con moderne serre proteggono le specie vegetali in pericolo.
Più case. Tutto parte comunque dai processi di rigenerazione. Ad Amburgo per esempio la trasformazione della città inizia nel 2000 col progetto di HafenCity, riconversione di 127 ettari di aree dismesse del porto. Il progetto prevede la realizzazione di 6 mila abitazioni (2,3 milioni mq) per 14 mila residenti. A oggi è stato realizzato metà di quanto programmato (dead line nel 2030), più 28 ettari di parchi, spazi pubblici e passeggiate grazie al recupero di 10 km di fronte mare e di 3 km del fronte Elba, con investimenti che a oggi sfiorano gli 11 miliardi. Ad Amburgo uno degli obiettivi è stato quello di non edificare sulle aree verdi, ma di addensare il tessuto urbano esistente. Il tutto al fine di riportare le persone a vivere in città anziché nell'hinterland, con maggior qualità abitativa.
A Singapore invece, compatta già di suo, nel 2013 il governo ha annunciato un piano di sviluppo per il 2030 con costruzione di 700 mila abitazioni; inoltre, secondo il piano, l'85% degli abitanti dell'isola dovrà vivere vicino a un parco.
Infrastrutture o eventi? Lo sviluppo delle città del futuro non può però prescindere da un potenziamento delle infrastrutture (mobilità e logistica in primis), dalla realizzazione di grandi opere, spesso funzionali a eventi di grande rilevanza. Le infrastrutture sono uno dei punti di forza di Singapore, anzi quelle portuali e logistiche costituiscono uno degli hub più efficienti al mondo. Ma la città-stato è cresciuta anche strappando spazi alla foresta e al mare: dai 581 kmq del 1959, la città oggi supera 720 kmq, e punta a un'ulteriore crescita nei prossimi 15 anni. La stessa zona su cui oggi sorge Marina Bay è stata strappata al mare.
Per Amburgo l'investimento in infrastrutture è consistito invece nel rafforzamento del porto, ma soprattutto nella progettazione dell'isola di Wilhelmsburg sull'Elba, a sud della città, dove si è svolta l'Iba 2013, l'expo internazionale di architettura. Si tratta di una nuova città nella città di circa 110 ettari, a emissioni zero entro il 2050, con 4mila nuove case, 50 mila mq di spazi commerciali e servizi.
Ma se l'Iba è servita a rilanciare una parte di Amburgo, la candidatura a ospitare le Olimpiadi del 2024 mira a insediare definitivamente la città nell'olimpo delle mete internazionali più gettonate. Amburgo ha vinto la concorrenza di Berlino ed è stata scelta dal comitato olimpico tedesco per sfidare Roma, Parigi e Budapest nell'assegnazione dei Giochi, che avverrà nel 2017. Un ex sito industriale nella zona del vecchio porto, a un chilometro dal centro città, ospiterà la città olimpica, e dopo i Giochi potrà essere riconvertita in zona residenziale con 3 mila appartamenti.
La città museo. Dal rafforzamento del settore turistico nasce invece l'evoluzione di Matera, specie da quando è stato avviato il percorso che ha portato alla nomina della città lucana come Capitale europea della cultura nel 2019. Quanto l'evento sia in grado di cambiare il volto di una città lo dimostra Marsiglia, capitale europea nel 2013, che è riuscita a riqualificare il centro storico, il vecchio porto e molti edifici simbolo della città. Per rafforzare la base economica e sociale di tutto il territorio, a Matera si è puntato, con successo, sugli aspetti culturali, un tentativo di riqualificazione dal basso di uno dei centri storici italiani più antichi e importanti. Il numero di presenze annue è passato da 88 mila nel 2000 a 245 mila nel 2014 e il target è a quota 600 mila nei prossimi anni, con una punte di un milione nel 2019, di cui metà stranieri. Per il progetto della Capitale europea della cultura il budget è di 650 milioni. Progetti chiave sono l'Istituto Demo-Etno-Antropologico, l'Open Design School, il nuovo campus universitario, la creazione di un Sistema delle Cave e la riqualificazione del borgo agricolo de La Martella, voluto da Adriano Olivetti. 30 milioni serviranno per la creazione di greenways tramite la riqualificazione degli antichi tratturi. In programma il potenziamento del trasporto verso l'aeroporto di Bari e la creazione di una metro leggera. In corso anche il rafforzamento dell'offerta alberghiera, ma la conformazione stessa della città privilegia la diffusione di offerta extra-alberghiera che unisce varietà a qualità e che oggi offre il 43% dei posti letto totali. (riproduzione riservata)
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