Slitta ancora il calendario dei lavori parlamentari sulla manovra 2026. Per evitare l’esercizio provvisorio maggioranza e opposizione dovranno dare risposta a piccoli e grandi interrogativi nel giro di due settimane.
La commissione Bilancio del Senato, che avrebbe dovuto riunirsi nella sera di ieri - domenica 14 dicembre - è stata rinviata un'ennesima volta: la convocazione è per oggi alle 14 e poi il calendario promette sedute, anche serali, fino a sabato. Quasi tutti scommettono sull'approdo del testo in Aula a Palazzo Madama lunedì 22 dicembre mentre alla Camera il via libera è ormai atteso tra Natale e Capodanno.
Tra i punti che vedono governo e alleati fronteggiarsi con visione opposte c’è la stretta sui professionisti che lavorano per la pubblica amministrazione, le norme su pensioni e lavoro, la razionalizzazione della spesa prospettata per la Rai (30 milioni di euro per il prossimo triennio) e la riduzione dei fondi a sostegno di tv e radio locali. in questo caso per esempio, FdI ha depositato un subemendamento per cancellare la misura siglata Lega.
Non è stata ancora depositata la riformulazione dell’iperammortamento delle imprese che dovrebbe rivedere al ribasso le aliquote per gli investimenti green. E allo stesso tempo, pur se appare chiusa ormai la vicenda sulla proprietà delle riserve d’oro di Banca d'Italia, si attende l'ultima riformulazione della norma da parte del Tesoro che si sa già però che andrà a ricalcare quanto scritto dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in una lettera alla presidente della Bce, Christine Lagarde: «Sarà aggiunto l’esplicito riferimento al rispetto delle norme di cui agli articoli 127 e 130 del Trattato», per ribadire che «la disponibilità e gestione delle riserve auree del popolo italiano sono in capo alla Banca d'Italia in conformità alle regole dei Trattati».
Lo ha voluto chiarire in prima persona il ministro Giancarlo Giorgetti, che infatti si è presentato al Senato per i lavori della commissione Bilancio. «Ho voluto chiarire al Parlamento la questione perché mi sembrava corretto. Siamo a posto, nella riformulazione che ho presentato a nome del Governo riteniamo che la questione possa essere chiusa».
In bilico invece continua a restare l'emendamento sulla tassa a sconto sull’oro da investimento degli italiani, così come le proposte - firmate anche da FdI - sui condoni che potrebbero uscire dalla manovra per rientrare nella riforma dell'edilizia targata Matteo Salvini.
Intanto il leader della Lega difende la misura per innalzare il tetto per il contante a 10mila euro (seppur pagando un’imposta da bollo di 500 euro): «Uno deve poter usare i suoi soldi come cavolo vuole - ha dichiarato dal palco di Atreju - senza doversi giustificare per quelli che ha nel conto corrente: non siamo in Venezuela».
Nel frattempo, ci si interroga anche sulla tassazione di 2 euro dei piccoli pacchi sotto i 150 euro provenienti da fuori Ue, una delle norme contenute nel maxi pacchetto di riformulazioni arrivato l’11 dicembre sera, con modifiche del valore di 1 miliardo a saldi invariati.
La Commissione Ue ha contemporaneamente varato l'imposizione di un tariffa di 3 euro per le spedizioni di quel tipo, con il rischio di doppia tassazione in Italia. «C'è un buco di tempistiche tra quello che vuole fare l'Italia in questa finanziaria e quello che vuole fare l'Europa. Se c'è compatibilità, ascoltando anche l'Europa, si procederà sin da quest'anno», specifica Quintino Liris, il relatore della manovra per FdI in commissione Bilancio al Senato.(riproduzione riservata)