FdI non è pronta ad abbandonare, neanche dopo la seconda bocciatura, il suo emendamento alla manovra, a prima firma Lucio Malan, che dispone che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al Popolo Italiano». L’Eurotower continua a non capire, mancando una relazione illustrativa, perché il governo italiano ritenga necessario modificare la norma sulla proprietà dei lingotti di Via Nazionale. Secondo Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico, le vere ragioni sono due. La prima è che «in questa maggioranza c’è ancora una forte componente di terrapiattismo economico». La seconda è che «parlare di questo distoglie l’attenzione dal fatto che anche in fase parlamentare non verranno date le risposte che la maggioranza aveva promesso» con la manovra 2026. Anzi, ci sono diverse novità spinte dalla maggioranza che avrebbero conseguenze nulle o dannose per il Paese, ha ricostruito l’economista con MF-Milano Finanza.
Domanda. Sempre FdI punta ad alzare la soglia dei pagamenti in cash a 10 mila euro. Modifica utile o rischiosa?
Risposta. Da tempo penso che questo del tetto al contante sia un dibattito inutile. Primo perché facilmente aggirabile, secondo perché ormai la popolazione si sta abituando ai pagamenti elettronici, e terzo perché è già partito il conto alla rovescia per l’euro digitale. Dovremmo parlare di questo, anziché stare sempre con la testa rivolta al passato.
D. Passando alla proposta di FdI per l’aumento della Tobin Tax: che rischi comporterebbe per Piazza Affari e il Paese?
R. Gli stessi che ci furono quando in preda al contagio populista si decise di tassare gli yacht: perdemmo buona parte dell’industria nautica. Succede così quando si tassa a livello nazionale una base imponibile che è perfettamente mobile a livello internazionale. Non solo non si raggiungono gli obiettivi di gettito, ma saluti per sempre quel capitale e i relativi investimenti.
D. A MF-Milano Finanza risulta che l’aumento della Tobin Tax serva a ridimensionare la batosta sui dividendi prevista in manovra, escludendo pmi e investimenti di lungo periodo. Le risorse potevano essere trovate altrove?
R. In manovra ci sono due misure molto costose che, nella migliore delle ipotesi, non servono a niente: l’anticipo temporaneo dell’età pensionabile e la rottamazione delle cartelle. Da settimane chiediamo al governo di eliminare queste due bandiere populiste per destinare quelle risorse a scopi più utili.
D. A quali pensa nello specifico?
R. L’ampliamento da 50 a 60 mila euro dell’applicazione della nuova aliquota Irpef del 33%. Così, e solo così, si darebbe al ceto medio un vero vantaggio: ben dieci punti di aliquota in meno a chi sta in quella fascia. Che ad oggi sopporta un’aliquota, il 43%, che all’estero vale per chi guadagna il triplo o il quadruplo. (riproduzione riservata)