Il piano per il mondo previdenziale messo a punto dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali guidato da Marina Elvira Calderone vale quasi 300 milioni di euro solo per il 2026. Tra riconferme e proroghe.
Innanzitutto torna il semestre di silenzio assenso dal primo aprile al 30 settembre del 2026. In questo periodo tutti i lavoratori del settore privato dovranno decidere se mantenere in azienda il trattamento di fine rapporto (tfr) e in assenza di tale opzione il tfr verrà conferito a fondi di previdenza complementare. Per questa finestra di opportunità si perderanno 37 milioni di entrate contributive al fondo di Tesoreria. Un valore destinato poi a più che quadruplicare a 151 milioni già nel 2027.
Il ministero del Lavoro mira inoltre a prorogare l’Opzione Donna, che permette alle lavoratrici caregiver, invalide civili o dipendenti/licenziate da imprese in crisi aziendale con 61 anni di età e 35 di contributi di andare in pensione anticipata. Sarebbero 1.900 le pensioni attivate in questo ambito nel 2026, il che costerebbe 13 milioni alle casse pubbliche per quell’anno. Nel 2027 poi le beneficiarie salirebbero a 3mila e quindi il costo della misura quasi triplicherebbe a 36,5 milioni.
Allo stesso modo, la manovra dovrebbe prevedere anche per il 2026 il regime di pensione anticipata flessibile («Quota 103»), accessibile per i lavoratori con 62 anni di età e 41 di contributi versati, la cui somma fa appunto 103. Per coprire questa misura, che riguarderebbe 7mila lavoratori, serviranno 90 milioni complessivi il prossimo anno. Un numero destinato a impennarsi nel 2027 a 295 milioni per rispondere alle 11mila domande previste.
Altra proroga in materia previdenziale dovrebbe essere inserita nella quarta legge di Bilancio siglata dal governo Meloni: quella dell’Ape Sociale. Si tratta dell’indennità destinata ai lavoratori che si trovano in situazioni socialmente svantaggiate e che necessitano quindi di un sostegno per accompagnarli verso la pensione a 63 anni e 5 mesi. Il costo per lo Stato ammonterebbe a 131 milioni per il 2026 (21.400 beneficiari) e a 322 milioni nel 2027, con 21.600 lavoratori supportati.
Con lo sguardo proprio al 2027, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti ha anticipato in audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica - il cuore della manovra - che sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita «ci sarà una sterilizzazione selettiva: i lavori usuranti o i precoci devono avere un trattamento diverso». Il titolare del Mef ha infine parlato di un accantonamento di fondi per fronteggiare gli effetti finanziari derivanti di sentenze e contenziosi. Qui rientrerà di certo la battaglia legale in corso con Tim sul canone del 1998: se il governo dovesse soccombere in Cassazione dovrebbe sborsare 1 miliardo. (riproduzione riservata)