Vale tra i 190 e gli 850 euro netti l’anno l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Questa la stima fatta dagli esperti della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, in vista della prima applicazione della misura, attesa con i cedolini di marzo per tutti i lavoratori dipendenti con un reddito non superiore a 33 mila euro.
A beneficiare maggiormente della novità della legge di Bilancio sono i dipendenti del settore del commercio, visto che l’aumento previsto dal rinnovo del contratto nazionale nel 2024 è di 2.698 euro, il risparmio massimo è di 851 euro. Per i lavoratori del comparto Tlc, lo sconto è di oltre 500 euro (l'aumento corrisposto con il rinnovo di fine 2025 è di 1.709 euro). Infine, per i metalmeccanici, i risparmi fiscali in busta paga saranno di 250 euro (a fronte di aumento di 841 euro).
I Consulenti del Lavoro si sono poi soffermati sull’altra delle misure rivolte ai lavoratori dipendenti nella manovra 2026 che si concretizzerà con le buste paga di marzo, ossia l’imposta sostitutiva del 15% sui trattamenti accessori come quelli per lavoro notturno, nei giorni festivi e di riposo settimanale e su turni. Secondo le proiezioni, immaginando una somma di 1.500 euro assoggettabile alla tassa piatta (il massimo previsto dalla norma), il vantaggio va da poco meno di 80 euro per un reddito di 12 mila euro annui lordi a 690 euro per una Ral di 40 mila euro (il limite massimo di reddito a cui è applicabile l’agevolazione). Considerando invece un monte di 1.000 euro come trattamenti accessori assoggettabili all’imposta sostitutiva del 15%, si va da un risparmio di 52 euro (12 mila euro di Ral) a uno di 417 euro (40 mila euro di Ral). (riproduzione riservata)