Maire ha collocato con successo un nuovo finanziamento da 185 milioni di euro nel formato schuldschein sustainability-linked (collocamento privato regolato dalla legge tedesca), finalizzato al rifinanziamento e all’ottimizzazione del costo medio del debito. Il finanziamento, ha precisato il gruppo che sviluppa tecnologie innovative a supporto della transizione energetica, è strutturato in due tranche, con scadenze a tre anni e a cinque anni, aventi, rispettivamente, un margine dell’1,50% e dell’1,70% sull’Euribor a 6 mesi. Lo strumento prevede la possibilità di incrementare l’importo complessivo fino a 300 milioni entro la fine di luglio del 2026 e un meccanismo di pricing legato agli obiettivi di decarbonizzazione in conformità con il sustainability linked financing framework adottato a ottobre del 2025.
I proventi saranno destinati al sostegno del fabbisogno finanziario della società, «principalmente al rimborso anticipato di linee esistenti», si legge nel comunicato di Maire in cui viene precisato che il finanziamento è stato collocato «presso banche e istituzioni finanziarie nazionali e internazionali prevalentemente europee, asiatiche e medio-orientali, ricevendo anche il supporto di Cassa Depositi e Prestiti».
«Siamo lieti di annunciare il successo del collocamento di questo finanziamento schuldschein sustainability-linked, che ci consentirà di ottimizzare ulteriormente la nostra struttura finanziaria», ha commentato il cfo della società, Mariano Avanzi. «Dopo l’emissione del sustainability-linked bond avvenuta alcuni mesi fa, questo continuo interesse conferma la fiducia del mercato nella solidità finanziaria di Maire e nel suo impegno per una crescita sostenibile».
Bnp Paribas, Bper-Corporate & Investment Banking Division, Commerzbank Aktiengesellschaft, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, Intesa Sanpaolo (Imi Cib Division), Unicredit Bank GmbH hanno agito in qualità di arranger. Crédit Agricole Corporate and Investment Bank ha agito da sustainability coordinator e Unicredit Bank GmbH come paying agent.
Maire pubblicherà i risultati del primo trimestre del 2026 il prossimo 29 aprile. Nel trimestre i numeri potrebbero non includere ancora l’acquisizione di Ballestra (in attesa di tutte le autorizzazioni) che però sarà successivamente consolidata con effetto retroattivo. Equita si attende che il momentum si mantenga sostenuto a livello operativo, con una buona crescita dei volumi (+4% anno su anno) nonostante il contesto in Medio Oriente.
Infatti, ritiene che l’operatività del gruppo non abbia subito interruzioni significative. L’ebitda è visto crescere del 7% anno su anno con un margine in miglioramento al 7% (+30 punti base anno su anno). A livello di utile netto «prevediamo un andamento sostanzialmente stabile anno su anno, penalizzato da una maggior incidenza delle minorities, un effetto comunque temporaneo. Sul fronte della cassa», prosegue Equita, «stimiamo una generazione operativa positiva per 67 milioni, +18% anno su anno, e una posizione finanziaria netta ex IFRS 16 a 373 milioni di poco distante dal quarto trimestre del 2025. Nel periodo ha inciso il buyback per 79 milioni».
Quanto alla raccolta ordini dovrebbe confermarsi «molto sostenuta», grazie alle assegnazioni annunciate in occasione dei risultati del quarto trimestre 2025 per 4,7 miliardi, con un book-to-bill da inizio anno a 2,7x.
Equita ritiene altresì che Maire possa confermare la guidance 2026: ricavi a 7,5-7,7 miliardi (+5,7-8,5% anno su anno), +8% la stima del consenso; ebitda a 545-575 milioni (+9-15) vs +14,6% il consenso con un ebitda margin al 7,3-7,5% (7,5% il consenso), capex a 250-300 milioni, posizione finanziaria netta a 395 milioni e raccolta ordini a 9 miliardi.
Il restante blocco di ordini atteso per il 2026 da 5,3 miliardi è legato a progetti per la maggior parte al di fuori dell’area del Golfo Persico, per cui la sim ritiene che le tempistiche relative alle decisioni finali di investimento (fid) dei nuovi progetti possano essere confermate o accelerare.
«Riteniamo che Maire sia ben posizionata per raggiungere i target di crescita grazie a un solido track record esecutivo, un ampio portafoglio tecnologico, una crescente capacità ingegneristica e una struttura finanziaria molto solida», conclude Equita. L’espansione della piattaforma tecnologica Nextchem, l’ingresso in nuovi verticali industriali e il potenziale M&A accrescitivo continuano a rafforzare questo caso di investimento. Il titolo ha recuperato parte della correzione legata all’escalation geopolitica in Iran e tratta a multipli interessanti: 17,5x il p/e e 8x l’ev/ebitda 202626, a fronte di una crescita degli utili attesa del 10% in media l’anno nei prossimi cinque anni. Confermiamo il rating buy con un target price a 17 eurpo».
A Piazza Affari il 20 aprile il titolo Maire, complice il tono negativo del mercato (indice Ftse Mib -1,36% in chiusura), è sceso dello 0,61% a 14,69 euro. (riproduzione riservata)