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di Raffele Colombo
Milano Finanza - Numero 103 pag. 65 del 27/05/2023

Un aumento del 7% negli investimenti in logistica. Così l'Italia si conferma al primo posto per crescita in Europa nel settore. Mentre nel continente il volume degli investimenti, nel corso del 2022, è stato di 58 miliardi di euro, con un calo del 15% rispetto all'anno precedente, l'Italia va controcorrente.

Anche nel 2022 il mercato immobiliare della logistica nel nostro Paese ha confermato il trend di crescita che lo caratterizza da diverso tempo, arrivando a superare i tre miliardi di euro di investimenti e raggiungendo una quota del 25% sul volume complessivo, spingendo il comparto al secondo posto delle scelte degli investitori, dietro solo agli uffici. Dati che certificano la guida italiana nel settore e che emergono dal «Rapporto 2023 sul mercato immobiliare della logistica», a cura di Scenari Immobiliari in collaborazione, con Sfre, società di project & construction management, specializzata in immobili logistici e light-industrial.

L'incremento degli investimenti del comparto logistico in Italia è stato sostenuto prevalentemente dal progressivo consolidarsi dell'interesse da parte di investitori istituzionali esteri e dalla crescente pressione esercitata dalla domanda rispetto a spazi di qualità situati in mercati complementari ai principali. Il Nord Italia è sempre più importante, avendo assorbito l'82% del totale degli investimenti. Lontanissimi il Centro (17%) e Sud e isole (solo l'1%). Il fatturato immobiliare registrato per il comparto industriale-logistico in Italia nel 2022 è stato di circa sei miliardi, in crescita del 9% su base annua e con una previsione per il 2023 di sostanziale stabilità.

Il patrimonio immobiliare attuale del settore della logistica è arrivato a 46 milioni di metri quadrati, in aumento del 4,5% su base annua e del valore stimato di circa 2 miliardi di euro. Contestualmente, le stime per il 2023 prevedono sviluppi in pipeline di poco inferiori a 2,3 milioni di metri quadrati.

«Il contenimento dei rischi derivanti dall'attuale scenario economico – spiega Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – che risulta molto delicato nonostante la crescita del pil italiano nel 2023 sia stimata all'1,2%, in aumento rispetto allo 0,8% dei conteggi invernali, comporta anche per l'Italia la necessità di ripensamento rispetto agli accordi esistenti. Il fenomeno del reshoring, con il rientro o lo spostamento delle aziende in realtà diverse da quelle scelte negli ultimi vent'anni, sta interessando ogni parte di mercato e ogni categoria merceologica e di conseguenza coinvolge a pieno il comparto logistico, direttamente o indirettamente. Anche il nuovo scenario 'monetario', diverso da inflazione zero in cui il locale mercato logistico si è sviluppato e ha toccato i minimi in termini di rendimenti, sta agendo da acceleratore di ulteriori e nuove trasformazioni. Lo spazio è considerato elemento fondamentale più che in passato, per poter essere magazzino nel senso più positivo del termine, raccogliendo le scorte adeguate a far fronte a nuove interruzioni del processo di approvvigionamento, limitare le ricadute dovute all'aumento dei costi, competere nella velocità di risposta alla domanda. In sintesi, il mercato immobiliare nazionale della logistica è solido e maturo ma il suo futuro dipende dalle scelte in innovazione, progettazione, tecnologia, ma anche buona governance, che verranno fatte in questi anni».

«Nel mercato del real estate logistico e del light-industrial – ha affermato Filippo Salis, ceo e founder di Sfre - si sono imposti a pieno titolo due must: innovazione e sostenibilità. Il primo fattore viene spiegato alla luce del fatto che non esiste più una logistica di solo deposito e di solo carico e scarico merci, la logistica attuale utilizza tecnologie avanzate come la robotica e l'automazione dei processi produttivi che snelliscono l'intero apparato. Questi elementi portano al chiaro risultato che determina una notevole - ed a volte persino superiore - importanza del contenuto rispetto al contenitore. La sostenibilità, attraverso il rispetto dei criteri Esg, diventa principio guida nella conduzione di tutta l'attività progettuale -la preliminare, la definitiva, l'esecutiva- e, al contempo, importante leva strategica. Gli interventi su brownfield danno la misura di quanto una progettazione integrata possa restituire valore al territorio e beneficio a chi lo vive». (riproduzione riservata)



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