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M&A, nel secondo semestre 2020 ritorno ai livelli pre-Covid
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M&A, nel secondo semestre 2020 ritorno ai livelli pre-Covid

di Marco Vignali
17 febbraio 2021, 15:30 Ultimo aggiornamento: 15:31

Secondo Bdo, nel quarto trimestre le operazioni di fusione e acquisizione a livello globale sono cresciute del 24% rispetto a quello precedente. Nel Sud Europa è aumentato sia il valore (+15,2%) che il volume (+10%) delle transazioni. E l'Italia torna protagonista

Le operazioni di m&a tornano prepotentemente a crescere nel secondo semestre del 2020. Secondo quanto rilevato da Bdo, una delle principali organizzazioni internazionali di revisione e di consulenza aziendale, l’andamento del mercato m&a a livello globale nel corso degli ultimi sei mesi dello scorso anno ha registrato un’impennata sostanziosa, che ha riportato il valore totale oltre quello che fa riferimento al periodo temporale prima della pandemia.
 
“Durante la prima metà dello scorso anno, il Covid-19 e le conseguenti restrizioni per limitare la diffusione dei contagi hanno fortemente impattato le operazioni di fusione e acquisizione a livello globale, che hanno registrato una decisa contrazione rispetto allo stesso periodo del 2019”, si legge nella ricerca di Bdo, “nella seconda parte dell’anno, però, la parziale riapertura delle attività e le misure di sostegno all’economia da parte dei Governi hanno permesso una ripresa del mercato, che è andata addirittura oltre le previsioni. Nel corso del quarto trimestre 2020, infatti, le operazioni di M&A nel mid-market a livello globale sono cresciute del +24% rispetto al terzo trimestre, periodo nel quale avevano già fatto registrare un aumento del +19% rispetto al secondo. Si è così tornati ai livelli di attività del periodo 2014-2019, con oltre 2.000 operazioni per trimestre. Un andamento simile è stato registrato anche per quanto riguarda il valore delle transazioni: nel quarto trimestre del 2020 si è raggiunto un totale di 19,5 miliardi di dollari, con un aumento del +22% rispetto al trimestre precedente, mentre nel corso del terzo trimestre la crescita è stata del +29% sul secondo trimestre".
 
“L’andamento positivo”, si legge nel report della società di consulenza, “riflette la velocità con cui i governi in tutto il mondo hanno introdotto misure di sostegno finanziario a supporto delle attività colpite dalla crisi pandemica e la capacità del sistema produttivo di adattare le strategie di business a uno scenario e a sfide inedite. E’ inoltre significativo notare l’importanza della digitalizzazione nella realizzazione delle operazioni M&A: dal momento che le restrizioni alla mobilità impediscono meeting in presenza e visita ai siti, si è fatto sempre più ricorso a ispezioni virtuali, conference call e virtual data room che, in gran parte dei casi, si sono rivelati più efficienti e produttive rispetto agli incontri fisici".
 
Prendendo in rassegna i diversi settori, nella seconda metà del 2020, dopo le difficoltà durante la prima ondata pandemica, i rimbalzi più significativi nel mercato M&A si sono verificati nei comparti dei servizi, dell’energy, delle utilities, del real estate e quello industrials & chemicals. Nell’ultimo trimestre dell’anno, inoltre, si è assistito a una crescita anche nei settori consumer e leisure, che erano stati maggiormente colpiti dalle misure di lockdown nella prima parte del 2020. I comparti pharma, medical & biotech, technology e media si sono dimostrati quelli meno impattati dalla pandemia, mentre i financial services risultano l’unico settore a non aver registrato una ripresa dei deal nel corso dell’anno da poco concluso.

Per quanto riguarda le aree geografiche, l’ultimo trimestre del 2020 ha visto una forte ripresa dell’m&a in Europa, REgno Unito, Medio Oriente, Australia e Israele; solo in Africa si è registrata una diminuzione. Nord America e Cina si confermano come le più “prolifiche”: insieme, infatti, rappresentano la metà delle operazioni di M&A nel mid-market a livello globale negli ultimi tre mesi del 2020. Le previsioni per il 2021 risultano ottimistiche per una prosecuzione del trend di crescita del mercato m&a a livello globale, con i temi del digitale e della sostenibilità che attireranno in modo particolare l’interesse degli investitori.

La lieve ripresa delle operazioni di m&a avvenuta negli ultimi due trimestri del 2020 nel Sud Europa non ha invertito il trend negativo rispetto al 2019: nel corso dell’anno da poco concluso, infatti, il valore complessivo delle transazioni ha registrato una contrazione del 28% rispetto all’anno precedente, mentre il volume è calato del 26,4%. Prendendo in considerazione solo il quarto trimestre 2020, però, si può notare un aumento del 15,2% del valore e del 10% del volume rispetto ai tre mesi precedenti. Considerando il valore medio delle operazioni, l’ultimo trimestre del 2020 conferma il trend di crescita, arrivando a una media di 91 milioni di dollari, in aumento del +4,7% rispetto al terzo trimestre e del +7,2% rispetto al quarto del 2019, a testimonianza del fatto che in un periodo di crisi, le aziende si concentrano sui deal di maggior valore.
 
Per quanto riguarda, infine, il mercato italiano, durante il quarto trimestre 2020 esso ha assistito a diverse operazioni di una certa rilevanza, come l’acquisizione del 50% di Ilva da parte di Invitalia per 484 milioni di dollari, avvenuta lo scorso dicembre. A novembre, invece, Ubi Banca ha perfezionato l’acquisizione dell’80% di Aviva Vita da Aviva Italia per circa 475 milioni di dollari. Infine, nel settore consumer, un deal degno di nota riguarda l’acquisizione del 20% di Illycaffè da parte dell fondo america di private equity Rhone Capital, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo internazionale di Illycaffè, in particolare in Nord America. (riproduzione riservata)



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