A ottobre 2023 Unicredit e Alpha Services hanno annunciato un’operazione di fusione in Romania e una partnership strategica in Grecia. Sei mesi dopo il ceo del gruppo milanese, Andrea Orcel e l’ad di Alpha Bank, Vassilios Psaltis, fanno il punto sugli accordi in Est Europa e sulla possibilità di allargare la presenza dei due gruppi in quell’area attraverso operazioni straordinarie.
Dopo aver creato il terzo istituto di credito in Romania, le due realtà potrebbero mettere ora a segno un'altra acquisizione nel Paese una volta completata l'integrazione delle loro controllate. E’ quanto emerge da un'intervista congiunta con i due amministratori delegati fatta da Bloomberg.
«Siamo entrambe impegnate in Romania, ci piace la Romania e tutte e due vediamo molto valore in questo Paese», ha spiegato l’ad Orcel nell'intervista. «Se e quando si presentasse l’opportunità, valuteremmo acquisizioni congiunte».
Nata per aumentare le dimensioni di Unicredit in Romania, l’operazione con Alpha Bank si è evoluta in una partnership che, secondo Orcel, potrebbe diventare un modello per il modo in cui l’istituto di credito italiano esplora nuovi mercati. Per Alpha Bank, i cui piani di crescita in Romania sono stati congelati durante la crisi finanziaria della Grecia, l’accordo è stato un modo per estrarre valore mantenendo un investimento in un gruppo più grande che servirà i clienti greci che operano nel Paese, ha spiegato Psaltis. «La Romania è un grande mercato», ha aggiunto, «l’espansione nel Paese avverrà congiuntamente».
In base all’accordo annunciato a ottobre, Unicredit ha rilevato la partecipazione del 9% che era in mano al governo greco in Alpha Bank insieme ad una quota di maggioranza della società rumena controllata dalla stessa Alpha Bank, che prevede di fondere con le proprie attività nel Paese. Le due parti hanno inoltre stipulato una partnership di distribuzione e una joint venture nel settore dei prodotti di risparmio pensionistico. Alpha Bank ha ricevuto 300 milioni di euro per gli asset rumeni e ha mantenuto il 9,9% del gruppo post fusione.
«Sono molto, molto soddisfatto di ciò che abbiamo fatto», ha detto l’ad Orcel, definendo l'acquisto di una quota di minoranza in Alpha un programma «pilota» per esplorare nuovi mercati in cui non è in concorrenza diretta con l’altra banca. «Potrebbero esserci altri mercati cui siamo interessati svilupparci direttamente nell’Europa centro-orientale. Se posso replicare lo schema, lo farò con partner che abbiano senso per Unicredit».
I due ceo si sono incontrati nella sede di Unicredit nei giorni scorsi per rafforzare la cooperazione e costruire un’agenda comune. Psaltis è arrivato a Milano con una ventina di manager. Un altro incontro è previsto in estate ad Atene. Entrambi i manager hanno descritto il loro accordo come un «modo alternativo per promuovere l’integrazione bancaria in Europa». Orcel ha sottolineato di «non avere alcun piano per aumentare la partecipazione di Unicredit in Alpha e Psaltis ha ribadito che allo stato attuale questa struttura è coerente».
«Quello che stiamo cercando di realizzare è un esperimento... e se vogliamo davvero promuovere l’integrazione europea, questo è un modo per raggiungere l’obiettivo», ha ragionato il manager. L'accordo genererà nelle attese un utile netto aggiuntivo di almeno 100 milioni a partire dal 2026 in capo a Unicredit, ha detto Orcel. L'impatto della fusione si vedrà già l'anno prossimo, ha aggiunto.
I due amministratori delegati si sono detti fiduciosi che la cooperazione tra le due banche possa andare oltre le aspettative iniziali e coinvolgere settori quali pagamenti, attività commerciali e il mercato dei capitali. Grazie a questa operazione, Unicredit vende i propri prodotti ai clienti di Alpha Bank e rafforza la presenza nell’Europa dell’Est. (riproduzione riservata)