Cinque giorni di lutto nazionale indetti dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la scomparsa di Papa Francesco. Le giornate per la commemorazione del Pontefice gesuita coinvolgeranno anche le celebrazioni per gli 80 dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, in programma il 25 aprile, la vigilia del funerale del Papa a San Pietro.
Ma la decisione del governo italiano cosa comporta concretamente per le istituzioni, per i cittadini e per le attività economiche?
Stando a quanto disposto dalla circolare della presidenza del Consiglio dei ministri del 18 dicembre 2002, che regola le esequie di Stato e il lutto nazionale, tutti gli edifici pubblici e istituzionali nel periodo di lutto nazionale devono esporre le bandiere italiana e europea a mezz’asta, in segno di cordoglio. Le bandiere esposte all'interno devono invece essere abbrunate con due strisce di velo nero a cravatta. Al ministero degli Affari Esteri spetta fornire istruzioni ai titolari delle Rappresentanze diplomatiche e consolari italiane e può chiedere anche ai Rappresentanti diplomatici e consolari stranieri accreditati presso lo Stato italiano l'esposizione delle bandiere a mezz'asta.
Nelle scuole, negli uffici pubblici e durante eventi sportivi o culturali viene prescritto venga osservato un minuto di silenzio. Però, visto che le giornate di lutto nazionale non sono riconosciute come «non lavorative» per legge, non comportano la chiusura di uffici pubblici, aziende, scuole o delle attività commerciali. Ciò non toglie che queste possano decidere liberamente di restare chiuse.
Possono poi inoltre essere e annullate, rimandate o svolte in forma ridotta manifestazioni pubbliche, eventi culturali o sportivi. E allo stesso tempo le personalità pubbliche nel periodo di lutto nazionale possono partecipare solo a eventi di beneficenza, come concerti o manifestazioni organizzate per raccogliere fondi.
Per Giorgia Meloni pare dunque scontato il rinvio del question time, in programma mercoledì 23 aprile alle 16 in Senato, anche se l'ufficialità arriverà con la riunione dei capigruppo di Palazzo Madama che si terrà nella serata di martedì 22 aprile. In vista poi dei funerali del Pontefice verrebbe rinviato anche il viaggio della premier in Uzbekistan e Kazakistan previsto dal 25 al 27 aprile.
Infatti tutte le più alte cariche dello Stato italiano, dal presidente della Repubblica a quello dei ministri, sono chiamate in caso di lutto nazionale a partecipare ufficialmente alla cerimonia commemorativa e a rilasciare messaggi ufficiali per le esequie della personalità scomparsa. Quindi Meloni non potrà assentarsi per il funerale del Pontefice.
Il precedente di lutto nazionale più recente risale al 2023 quando il governo - sempre Meloni - ha deciso sia il funerale di Stato che una giornata di commemorazione collettiva per la scomparsa di Silvio Berlusconi. Un giorno di lutto nazionale è stato poi indetto nel 2009, per le vittime del terremoto dell'Aquila e nel 2018 per i morti del Ponte Morandi.
Guardando nel dettaglio ai Pontefici precedenti, sono state in passato disposte giornate di lutto nazionale: nel 1958 per Pio XII, nel 1963 per Giovanni XXIII, nel 1978 per Paolo VI e da ultimo nel 2005 per Giovanni Paolo II. (riproduzione riservata)