L'Asia apre la settimana delle grandi trimestrali di Wall Street (sono attesi i dati di Apple, Microsoft, Google, Facebook, Amazon e Tesla) con un tonfo della Cina e la paura che la variante Delta del virus possa far deragliare la ripresa mondiale. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei, sostenuto dai nuovi massimi della Borsa americana, guadagna lo 0,98%, mentre Hong Kong cede il 3,44% e Shanghai il 3,53%.
L'oro perde a sua volta lo 0,29% a 1.807 dollari per oncia, mentre il petrolio Wti americano lascia sul terreno lo 0,64% a 71,61 dollari il barile. L'euro scambia in leggero rialzo a 1,1779, corre invece lo yen dello 0,21% a 110,32, mentre la sterlina passa di mano a 1,2754. I mercati stanno acquistando, oltre alla valuta giapponese, anche il T bond Usa decennale che vede il rendimento scendere in Asia dall'1,283% all'1,259%, con i futures su Wall Street in rosso, soprattutto il Dow Jones (-0,48%).
Le azioni in Cina e Hong Kong hanno guidato le perdite dopo che Pechino ha vietato l'insegnamento a scopo di lucro nelle materie scolastiche di base e ha limitato gli investimenti stranieri nel settore. Il governo cinese ha annunciato venerdì che tutte le istituzioni in Cina che offrono tutoring sul curriculum scolastico saranno registrate come organizzazioni senza scopo di lucro e non saranno concesse nuove licenze.
La notizia ha innescato fin da venerdì un massiccio selloff nelle azioni di società tra cui Tal Education Group e Gaotu Techedu, quotate negli Stati Uniti. Nel frattempo, le autorità di regolamentazione hanno ordinato alla cinese Tencent Holdings di porre fine ai contratti di esclusiva con i detentori di copyright musicale entro 30 giorni. Un'altra ragione che ha fatto innervosire i mercati è il fatto che Pechino sta aumentando il giro di vite ai veicoli di finanziamento delle aministrazioni locali per mitigare i rischi di debito nascosto. Sul fronte Covid il Paese ha registrato 76 nuove infezioni ieri, rispetto alle 32 del giorno prima. Negli Stati Uniti il massimo esperto di salute, Anthony Fauci, ha lanciato un avvertimento di epidemia di virus tra i non vaccinati.
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre lo 0,6% con il greggio americano Wti scambiato sotto i 72 dollari al barile e il Brent al di sotto dei 74 dollari, tra le preoccupazioni per un rallentamento della domanda mondiale di materia prima dopo che alcuni Paesi hanno registrato aumenti giornalieri record di contagi e misure di blocco estese durante il fine settimana. I trader sono pessimisti dopo che il giro di vite di Pechino sull'uso definito improprio delle quote di importazione combinato con l'impatto degli alti prezzi del greggio potrebbe vedere la crescita della Cina nell'import di petrolio scendere nel 2021 ai minimi degli ultimi due decenni. Inoltre, l'Opec+ ha deciso la scorsa settimana di aumentare la produzione di greggio di 400mila barili al giorno al mese a partire da agosto fino alla graduale eliminazione dell'adeguamento della produzione di 5,8 milioni di barili al giorno. (riproduzione riservata)