«È un buon momento per l’Italia: la stabilità del governo è molto importante e i successi ottenuti sono stati riconosciuti anche dalle società di rating. All’economia nazionale servono banche dinamiche, con le giuste dimensioni e idee innovative. Puntiamo a diventare la terza forza competitiva nel sistema bancario per sostenere imprese e famiglie e creare valore per tutti gli stakeholder». Luigi Lovaglio, ad di Mps, è appena rientrato dagli incontri con gli investitori che ha avuto a Londra e New York. Negli studi di ClassCnbc ha fatto il punto sull’ops su Mediobanca, che terminerà l’8 settembre. «I feedback sono positivi, tutti gli investitori che ho incontrato sono ben orientati verso le logiche industriali dell’operazione, così come i suoi benefici, che vogliono capire bene».
Risposta. La nostra offerta è fair, tenuto specialmente conto che Mps è sottovalutata rispetto ai fondamentali. Era così quando siamo partiti con l’operazione e lo è ancora adesso. Credo che il valore che andremo a creare sia molto chiaro e tangibile per gli azionisti di entrambi gli istituti, specialmente per quelli di Mediobanca. Avremo una politica di distribuzione dei dividendi molto generosa - il 100% degli utili - con una crescita a due cifre dei dividendi per azione. Che sia una operazione molto vantaggiosa è fuori discussione.
R. Credo che il prezzo sia corretto, tenuto conto della valorizzazione attuale delle due banche e del fatto che, post-operazione, ci aspettiamo un importante re-rating.
R. L’operazione crea valore perché mettiamo assieme due business differenti ma complementari, con competenze di eccellenza sotto due brand storici. Mediobanca ha un’investment bank e un private banking di primo livello. Montepaschi ha una capillare rete sul territorio che porterà vantaggi alla fabbrica prodotto del credito al consumo. Con il motore Widiba al servizio della rete di Mediobanca Premier potremo amplificare la capacità e l’efficienza distributiva. In sintesi: più ricavi, diversificazione, potenziale per nuovi mercati. Nessuna sovrapposizione.
R. Dovremmo capire meglio come sono calcolate queste dissinergie. Nell’esercizio 2024 cib e private banking di Mediobanca hanno generato circa 450 milioni di risultato. Pensare che scompaiano è irrealistico. Rispettiamo tutte le valutazioni, ma vogliamo sia chiaro che sin dal primo giorno ci adopereremo per valorizzare l’esistente e trattenere i talenti. Insieme definiremo un percorso di crescita professionale e un programma di investimenti per allargare la base clienti.
R. Il nostro target è il 67%, e sono fiducioso che lo raggiungeremo. Ma serve una soglia sotto cui si rinuncia all’operazione. Al 35% avremmo comunque il controllo di fatto, vista la media del capitale presente in assemblea negli ultimi dieci anni. Sopra il 67% avremmo tutti i benefici dell’accelerazione delle Dta. Tra 35% e 50%, potremo cogliere le sinergie, seppur in un lasso temporale più esteso. Non ci sarà il consolidato fiscale, ma anche sotto il 50% i i vantaggi supererebbero quelli del Montepaschi standalone.
R. Questa è un’operazione di mercato. Gli investitori guardano i numeri e noi mostriamo un dato concreto, valido per tutti gli azionisti: il dividendo per azione che cresce a due cifre. Noi creeremo valore, saremo il terzo gruppo del sistema bancario italiano. Offriamo scala, capacità di generare capitale, sostenibili dividendi per gli azionisti, vantaggi per i clienti e un ambiente di lavoro dinamico in cui tutti saranno valorizzati.
R. Generali contribuisce alla diversificazione della nostra redditività. È un «nice to have», ma non è lo scopo della nostra operazione. Generali, se ci sarà interesse da parte loro, potrebbe essere un’ulteriore opzionalità nell’ambito della bancassurance.
R. È ancora difficile valutarne i benefici. Ha contorni ancora da definire a partire dall’assessment da parte di Generali, come ha motivato il cda di Mediobanca per il rinvio dell’assemblea.
R. No. Siamo concentrati su questa operazione, con cui creeremo la terza forza competitiva del Paese. A quel punto saremo in una posizione privilegiata per partecipare a eventuali futuri assetti, una posizione meritata grazie al prezioso lavoro di tutti i colleghi. Avremo un capitale in eccesso molto importante e due modi per impiegarlo. O per un nuovo progetto industriale o per remunerare ulteriormente gli azionisti.
R. Sì, ne siamo convinti. La sostenibilità dipende da due cose: capacità di generare ricavi di qualità in modo efficiente per generare una redditività sostenibile e posizione di capitale. Siamo forti su entrambe, in particolare sul capitale: il Monte è tra i migliori in Ue. Già nel piano di agosto prevedevamo la progressiva sostituzione del margine d’interesse con le commissioni e stiamo facendo bene in questa direzione. Tra l’altro, se guardiamo il rapporto margine d’interesse su commissioni, sia al 2024 sia nel piano al 2028 Mps dimostra un’incidenza inferiore del margine di interesse rispetto a Mediobanca. La nostra base commissionale ha un’incidenza maggiore.
R. Tutto ciò che può fare Mediobanca da sola, insieme possiamo farlo meglio. Credo che questo sia il messaggio più importante per soci, dipendenti e clienti di Mediobanca. Stiamo creando un gruppo forte, diversificato, con alta qualità di ricavi e capace di creare valore nel tempo per tutti gli stakeholder. Sistema Italia compreso. (riproduzione riservata)