Luigi Ghirri e Lucio Dalla, la storia di un'amicizia che continua a parlare attraverso immagini e musica
Una mostra e una nuova antologia dedicata a Lucio Dalla riportano alla luce il legame con Luigi Ghirri. Un’amicizia, prima ancora che una collaborazione, che ha unito fotografia e musica trasformando il quotidiano in poesia
Le coincidenze, a volte, raccontano meglio della cronaca. Negli stessi mesi in cui una grande mostra torna a esplorare il rapporto tra Luigi Ghirri e la musica, un'antologia dedicata a Lucio Dalla sceglie proprio le fotografie del maestro emiliano per costruire il proprio racconto visivo. Non è un omaggio casuale. È il segno di un dialogo che continua ancora oggi, ben oltre il tempo in cui i due artisti, prima di tutto amici, hanno condiviso idee, viaggi e immaginazione. Un visione della vita comune.

A riportare oggi in primo piano questa affinità sono due progetti diversi ma sorprendentemente vicini. Il 18 settembre esce Sono Lucio, l’antologia dedicata a Dalla, costruita anche attraverso le fotografie di Ghirri: una sua immagine è stata scelta per la copertina, mentre altri scatti accompagnano il progetto editoriale. Il titolo, scritto con la calligrafia del cantautore, rende l’oggetto ancora più personale.
A Reggio Emilia, intanto, la mostra Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori esplora quella che il fotografo definiva la «strana e misteriosa parentela tra suono e immagine». Il percorso dedica un nucleo importante proprio al rapporto con i musicisti e presenta numerosi materiali realizzati con Dalla, prima di tutto amico. Fotografie, progetti per copertine e il menabò ideato da Ghirri insieme a Paola Borgonzoni, nel quale i ritratti del cantautore dialogano con i paesaggi del tour americano Dallamericaruso del 1986.

Ghirri e Dalla avevano riconosciuto questa vicinanza già nel 1989, durante un loro dialogo. Li univa l’attenzione per i paesaggi marginali e per quelle microstorie che, senza perdere la propria intimità, riescono a parlare a tutti. Il paesaggio visivo e quello sonoro diventavano così due forme complementari dello stesso racconto.

Dalla trovava materia nelle periferie, nelle piazze, nelle case affacciate sul mare, nei personaggi incontrati quasi per caso. Ghirri fotografava strade provinciali, stabilimenti balneari, insegne, finestre, cieli e oggetti comuni. Entrambi con discrezione e gentilezza. Il loro talento consisteva nel riconoscere ciò che agli altri sembrava trascurabile e nel restituirlo con una naturale tensione poetica.
Nelle fotografie di Ghirri il mondo non viene mai descritto in modo definitivo. Rimane aperto, sospeso, disponibile a una seconda lettura. Lo stesso accade nelle canzoni di Dalla, popolate da figure precise e insieme indecifrabili, da città reali che diventano luoghi interiori. Entrambi lavoravano sulla distanza, tra quello che si vede e quello che si immagina, tra una storia privata e il sentimento collettivo che può generare.

Anche il loro rapporto con il paesaggio italiano sfuggiva alla retorica. Non cercavano l’immagine monumentale, ma un’Italia laterale, quotidiana, spesso malinconica eppure mai immobile. La provincia, il mare d’inverno, una stanza, una luce accesa nella sera potevano contenere abbastanza materia per una fotografia o per una canzone.
L’antologia Sono Lucio restituisce le immagini di Ghirri al luogo cui appartengono: accanto alla musica di Dalla. Allo stesso modo, la mostra di Reggio Emilia presenta il rapporto tra fotografia e canzone come una parte centrale della ricerca del fotografo. La sua vicinanza a Dalla, ancora poco raccontata, permette di capire meglio entrambi.
È proprio questo il punto in cui le loro opere continuano a incontrarsi. Dalla e Ghirri cercavano il momento in cui una cosa comune, osservata abbastanza a lungo, comincia a rivelare altro. Uno lo affidava a una melodia e a poche parole. L’altro alla luce di una fotografia. Il paesaggio, alla fine, era lo stesso. (Riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sulle future mostre o pubblicazioni che esplorano il legame tra musica e fotografia d'autore.
- Cosa si intende per "paesaggi marginali" nell'ambito dell'arte e della fotografia?
- Quali altri artisti italiani hanno esplorato temi simili legati al paesaggio quotidiano o alle microstorie?
Native Content