Una fiammata iniziale ha spinto il titolo Lufthansa fino a 7,9 euro il 29 settembre 2025 alla notizia che il management avvierà una cura da cavallo con circa 4 mila licenziamenti entro il 2030, concentrati in Germania tra gli amministrativi, con risparmi per 300 milioni di euro l'anno. Col passare delle ore l’azione si è riportata sotto 7,8 euro, segno che gli investitori hanno iniziato a pesare la durezza della ristrutturazione, il braccio di ferro sindacale che ne scaturirà e il fatto che i nuovi target finanziari guardano al medio-lungo termine. La disciplina finanziaria annunciata al Capital Market Day del 29 settembre 2025 non sembra comunque ostacolare il processo di integrazione di Ita Airways, che prosegue come da cronoprogramma, con un maggior livello di dettaglio sui benefici attesi dalle sinergie con l'azionista tedesco (41%).
Andando per ordine, il management di Lufthansa ha fissato obiettivi ambiziosi per il periodo 2028-2030: margine ebit rettificato tra 8 e 10%, roce (ritorno del capitale investito) nella forchetta 15-20% e free cash flow superiore a 2,5 miliardi di euro all’anno, a fronte di una liquidità minima di 8-10 miliardi e di una politica dei dividendi confermata con payout fra il 20 e il 40% dell’utile netto. Sul versante operativo è prevista la consegna di oltre 230 nuovi aeromobili entro il 2030, inclusi 100 di lungo raggio, con un investimento che si affianca a programmi di digitalizzazione e automazione.
Quanto a Ita, nella documentazione presentata agli analisti Lufthansa ha fatto i conti delle sinergie: il potenziale a regime equivale al 10-15% dei ricavi 2024 della compagnia aerea italiana, pari a 3,1 miliardi di euro, ossia 305-465 milioni annui. Già entro la fine del 2025 dovrebbe essere catturata una prima quota tra il 20 e il 30% di questo potenziale (62-140 milioni), grazie a interventi in corso su network e codeshare, armonizzazione commerciale e vendite, programmi fedeltà e lounge, procurement, It e gestione cargo.
La roadmap distingue una seconda fase, che scatterà con il passaggio di Lufthansa alla maggioranza del capitale: solo allora diventerà possibile spingere anche sull’ottimizzazione dei contratti di leasing e di manutenzione e sull’integrazione più profonda nei sistemi del gruppo.
Resta però un nodo regolatorio: l’estensione alla compagnia italiana dell’immunità antitrust è ancora in revisione per due joint venture chiave del gruppo tedesco: A++, l’accordo transatlantico con United e Air Canada, e J+, la joint venture con Ana sul Giappone. Finché i via libera non arriveranno, la compagnia italiana potrà limitarsi al codeshare senza entrare nel pieno coordinamento di prezzi, capacità e ricavi su Nord America e Giappone. Non a caso il passaggio di mano delle attività di trasporto merci a Lufthansa Cargo, avvenuto a giugno 2025, ha escluso proprio queste rotte. (riproduzione riservata)