Arriva un'ulteriore conferma di come il 2020 sia stato un "annus horribilis" per le compagnie aeree. Lufthansa, principale compagnia tedesca nonché tra le prime al mondo in termini di notorietà e numero di passeggeri, ha subito nel 2020 una perdita record di oltre 6,7 miliardi di euro. Il tracollo è chiaramente dovuto quasi esclusivamente al Covid-19, e la compagnia aerea prevede di dover fare i conti con un 2021 altrettanto difficile proprio a causa del persistere della pandemia, che oltre ad aver fatto crollare il settore aereo renderà decisamente lenta la ripresa.
La compagnia numero uno in Europa, che ha gestito solo il 31% della sua capacità lo scorso anno, si sta preparando per una maggiore domanda a breve termine, che dovrebbe aumentare dalla seconda metà dell'anno in poi, ma non prevede un ritorno al 90% dell'offerta, rispetto al livello del 2019, fino a "metà del decennio".
"Dall'estate in poi, ci aspettiamo che la domanda riprenda non appena i limiti di viaggio restrittivi saranno ridotti da un'ulteriore introduzione di test e vaccini", ha affermato l'amministratore delegato del gruppo, Carsten Spohr. "Siamo pronti a offrire di nuovo fino al 70% della nostra capacità pre-crisi a breve termine con l'aumento della domanda", ha aggiunto Spohr.
Nello specifico, le entrate per il 2020 sono diminuite del 63% a 13,59 miliardi di euro, mentre la perdita netta è stata di 6,73 miliardi, un dato ampiamente in calo rispetto al profitto di 1,21 miliardi del 2019. Il gruppo ha registrato un ebit rettificato di 5,45 miliardi di euro. Gli analisti avevano previsto perdite di 6,63 miliardi di euro per il 2020 e 1,24 miliardi di euro per gli ultimi tre mesi, secondo il sondaggio di consenso raccolto dalla stessa società.
Sempre secondo i dati al 31 dicembre 2020, l'indebitamento netto è aumentato a 9,9 miliardi di euro rispetto ai 6,7 miliardi dell'anno precedente, mentre la liquidità totale si è attestata a 10,6 miliardi di euro, di cui 5,7 miliardi sono aiuti pubblici non utilizzati. "Abbiamo sufficiente liquidità per resistere a un ambiente di mercato che rimane difficile", ha sottolineato a margine dei risultati lo chief financial officer, Remco Steenbergen. Il cash burn operativo è stato ridotto a 300 milioni di euro al mese nel quarto trimestre, e la società prevede di rimanere stabili a tale livello nei primi tre mesi del 2021.
Per il 2021, Lufthansa sostiene che la capacità offerta raggiungerà il 40-50% dei livelli del 2019, con il gruppo che stima un ritorno a flussi di cassa operativi positivi una volta che la capacità offerta supererà il 50 per cento. Lufthansa, che ha delineato i piani per ridurre la sua flotta complessiva a 650 aerei nel 2023, non ha fornito invece ulteriori dettagli su eventuali ritiri di ulteriori aeromobili o sulla loro potenziale sostituzione con jet più nuovi e a più basso consumo di carburante.
Proprio a proposito del possibile ritiro di alcuni veicoli, Lufthansa ha dichiarato che potrebbe lasciare a terra in maniera definitiva un numero maggiore di aerei per uscire al meglio e il prima possibile dalle implicazioni pandemiche. Il gruppo, che è proprietario anche di Austrian Airlines e dei marchi Swiss ed Eurowings, ha già ridotto i piani di capacità per il 2021 a causa del Covid-19, che continua a causare disagi sull'attività, anche se non perde le speranze per un miglioramento nei prossimi mesi estivi.
"Stiamo esaminando la possibilità che la flotta vecchia oltre 25 anni resti a terra in modo permanente", ha detto il Ceo Carsten Spohr, promettendo che il 2021 sarà "un anno di ridimensionamento e modernizzazione" per l'azienda. Attualmente, il titolo Lufthansa, quotato alla borsa di Francoforte, si muove in ribasso dello 1,6% a 12,58 euro. (riproduzione riservata)