Louis Vuitton torna alle origini: il Grand Tour italiano tra auto d’epoca, Dolomiti e Monza
La Maison riporta in scena la Classic Run: 600 chilometri sulle strade italiane per celebrare heritage, savoir-faire e il legame storico con l’automobile. Come racconta il presidente e ceo Pietro Beccari
C’è un filo rosso che lega i bauli da viaggio di fine Ottocento, le grandi esplorazioni in automobile, i rally di auto storiche e i nuovi territori del lusso globale. È il filo dell’Art of Travel di Louis Vuitton, una narrazione che quest’anno torna a vivere sulle strade italiane con la Louis Vuitton Dolomites Classic Run, dal 1° al 4 settembre.

Un evento che non nasce come una semplice competizione per collezionisti, ma come una celebrazione del patrimonio della Maison e della sua capacità di trasformare il viaggio in un’esperienza culturale. Dopo le Classic Run che negli anni hanno attraversato Malesia, Toscana, Cina e Boemia, Louis Vuitton sceglie ancora l’Italia per un nuovo capitolo della propria storia.

«Quando sono tornato in Louis Vuitton, nel 2023, mi mancavano due grandi appuntamenti legati alla marca: l’America’s Cup, e l’ho riportata a casa. E la Classic Run. Siamo pronti anche qui», ha spiegato Pietro Beccari, presidente e ceo della Maison. «Louis Vuitton da sempre ha un legame speciale con le auto, i rally di auto d’epoca, ora anche con la Formula 1. Non è una novità, ma un ritorno alle origini».

La scelta del percorso racconta già l’ambizione del progetto. La partenza sarà Venezia, città simbolo di arte e bellezza, con un itinerario che toccherà Villa Pisani a Stra, attraverserà i paesaggi delle Dolomiti, patrimonio Unesco, e arriverà a Monza, il Tempio della Velocità, proprio durante il weekend del Gran Premio d’Italia di Formula 1. Un percorso di circa 600 chilometri che vedrà protagoniste alcune tra le più rare e prestigiose automobili d’epoca appartenenti a collezionisti internazionali, impegnate in una gara di regolarità dove precisione, eleganza e storia meccanica contano più della velocità assoluta.

«Quale Paese, più dell’Italia, per ricominciare?», ha sottolineato Pietro Beccari. «Si passa da luoghi meravigliosi, dalle amate Dolomiti e si arriva a Milano e nell’autodromo di Monza proprio nel weekend del Gran Premio». L’Italia, del resto, rappresenta per Louis Vuitton e per il gruppo LVMH un territorio fondamentale. Non solo per la forza del suo patrimonio culturale, ma per quel savoir-faire manifatturiero che alimenta da sempre il mondo del lusso. «Per il gruppo LVMH l’Italia è quasi una seconda patria», ha ricordato Beccari, citando il valore strategico della filiera italiana e delle sue competenze artigianali.

Il legame tra Louis Vuitton e l’automobile affonda però molto più lontano nel tempo. Nel 1897 Georges Vuitton, figlio del fondatore Louis, realizzò il primo baule pensato per le vetture, anticipando una nuova idea di viaggio. Nel 1905 arrivarono i Sacs Chauffeurs, accessori progettati per adattarsi al vano della ruota di scorta delle prime automobili (sopra).
«Le primissime automobili avevano un baule come contenitore della ruota di scorta. Un baule Louis Vuitton, per chi viaggiava con eleganza: noi nasciamo con l’automobile», ha raccontato Beccari. «Queste magnifiche auto classiche raccontano innovazione, per l’epoca, heritage e tradizione oggi, eleganza sempre».

La Classic Run diventa così un’ espressione della strategia Louis Vuitton: portare il proprio universo oltre il prodotto, entrando nei territori dove il lusso contemporaneo incontra cultura, sport e passione. Una direzione che negli ultimi anni ha visto la Maison protagonista di grandi appuntamenti internazionali, dall’America’s Cup alla Formula 1, al calcio, fino alle collaborazioni con il mondo dell’arte.
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Anche il patrimonio italiano sarà parte integrante dell’iniziativa. La Maison collabora con istituzioni come la Fondazione MUVE (Musei Civici di Venezia), Villa Pisani, la Reggia di Monza e il Castello Sforzesco di Milano, sostenendo progetti di conservazione e valorizzazione culturale.

La conclusione della manifestazione sarà proprio a Milano, al Castello Sforzesco, dove verrà consegnato il trofeo ai vincitori: un’opera ideata dalla designer Sabine Marcelis e realizzata da Venini, custodita durante il percorso in un baule Louis Vuitton.
Dalle prime automobili ai circuiti più prestigiosi del mondo, Louis Vuitton continua così a raccontare la stessa idea: il viaggio non è solo la destinazione, ma il modo in cui lo si compie. (Riproduzione riservata)
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