Per gli investitori la scommessa è vinta. Lottomatica viene da un lungo rally in borsa: numeri alla mano, le sue azioni hanno guadagnato il 50% in un solo anno, un balzo che ha fatto volare la capitalizzazione a 6,3 miliardi. L’ultimo strappo a Piazza Affari è datato mercoledì 4 marzo ed è di quelli che non si dimenticano: +15%, miglior titolo di giornata sul Ftse Mib.
Il merito è del business - il gaming - non ciclico, quindi a prova di recessione, e soprattutto dei conti del 2025, chiusi con una crescita a doppia cifra. L’anno scorso i ricavi di Lottomatica sono aumentati a 2,25 miliardi (+12%), cifra in linea con il consenso Bloomberg ma con ben 955 milioni arrivati dalle scommesse online, la vera gallina dalle uova d’oro del gigante italiano. Il margine operativo lordo è salito a 856,15 milioni (+21%), mentre gli utili sono balzati a 369 milioni (+45%), in questo caso sopra le attese.
«I risultati e le guidance non contengono sorprese significative rispetto alle previsioni, ma confermano la solida traiettoria di crescita del gruppo», hanno commentato gli analisti di Equita. «Con il titolo che tratta a 7,1-6,3 volte il rapporto tra l’enterprise value e l’ebitda 2026-27, e con il sostegno di buyback e track record nella capital allocation, pensiamo che i risultati possano essere di supporto in borsa». Detto fatto visto il balzo delle azioni, che venerdì 6 marzo sono arrivate a un passo dai 25 euro.
Equita però vede il titolo ancora più in alto perché indica un target price di 26 euro con rating buy. E su Lottomatica sono ottimisti anche gli analisti di Deutsche Bank, che dopo i conti hanno alzato il prezzo obiettivo da 26,3 a 26,4 euro per azione, confermando il buy. Giudizio che accomuna tutti perché, tra i 19 esperti che coprono il titolo, nessuno opta per un hold o un sell. Da notare anche il target price medio indicato dal consenso Bloomberg, 28,94 euro per azione, con un potenziale upside rispetto alla quotazione attuale del 17,5%.
«Il 2025 è stato un anno che ha messo in luce la nostra capacità di evolverci, innovarci e continuare a crescere in un contesto di mercato attraente», aveva commentato il ceo Guglielmo Angelozzi. «L’anno scorso abbiamo consolidato la leadership nel settore del gioco con una quota sul mercato online del 31% e superiore al 40% nello sports retail. Abbiamo anche completato l’integrazione di Pwo (nel 2023 il gruppo ha comprato Sks365, attiva in Italia con i brand Planetwin365 e PlanetPay365, per 639 milioni, ndr) e a novembre ci sono state assegnate nuove concessioni per il gioco online, che garantiscono stabilità normativa e chiarezza per i prossimi nove anni».
I frutti di questo lavoro si vedranno anche nel 2026 visto che Lottomatica si aspetta un fatturato tra 2,39 e 2,46 miliardi e un ebitda rettificato tra 940 e 980 milioni. «Sarà un anno di ulteriore consolidamento ed evoluzione», ha spiegato l’ad. «Continueremo con la nostra strategia di crescita organica e con acquisizioni bolt-ons mirate, miglioreremo le capacità di prodotto e tecnologiche e investiremo nello sviluppo del marchio e nell’espansione e nell’efficienza della rete di vendita fisica».
Nel 2026 ci sarà spazio anche per gli azionisti perché Lottomatica ha annunciato un dividendo di 0,44 euro per azione, quasi il doppio degli 0,26 euro dell’anno precedente e con un payout ratio del 30%. Alla cedola sarà affiancato un buyback sul 12,5% del capitale, che sommato al 6,4% già in mano alla società, la porterebbe a ricomprare un’azione su cinque. «Questo continuo accumulo evidenzia l’impegno a restituire capitale ai soci e migliora la flessibilità del bilancio in previsione di potenziali mosse strategiche», commentano da Mediobanca Research.
La leadership in Italia potrebbe spingere Lottomatica a valutare operazioni straordinarie per crescere in Europa. Secondo Equita il gigante italiano può destinare fino a 1 miliardo al m&a nei casinò online, mantenendo comunque una leva fino a tre volte il margine operativo lordo. Le acquisizioni sono nel dna del gruppo, come dimostrano i deal del passato a partire da Intralot e Goldbet.
E dovrebbero restarci visto che il settore del gaming, per Bank of America, sarà molto attivo sul fronte del m&a. Il motivo? La digitalizzazione che spinge verso una maggior scala. Senza contare il bisogno di diversificazione geografica per coprirsi da potenziali strette regolatorie e fiscali all’interno dei singoli Paesi.
Oltre che per gli azionisti, Lottomatica è stata una scommessa vinta anche per l’ex proprietario Apollo, che ha incassato 3,12 miliardi dalla vendita - in più tranche - delle sue quote sul mercato. Nel 2020 il fondo americano aveva lanciato un’opa su Gamenet, delistandola, e poi nel 2021 aveva comprato Lottomatica, la vecchia concessionaria pubblica del gioco controllata da De Agostini.
Lo storico marchio ha dato il nome a tutta la nuova entità, tornata di nuovo a Piazza Affari a maggio del 2023. A giugno del 2025, con l’uscita di Apollo, il gruppo è diventato ufficialmente una public company e in poco più di due anni è entrata a testa alta nel circolo esclusivo del Ftse Mib. (riproduzione riservata)