Look da «nave del deserto», motore compatto e praticità da tuttofare. La seconda vita sull’asfalto della Honda Transalp 750
Era forse una delle moto più attese all’ultimo Eicma, il Salone internazionale delle due ruote tenutosi poche settimane fa a Fiera Milano. Parliamo della nuova Honda Transalp 750. L’aggettivo «nuova» non è inutile, come invece dovrebbe quando si parla di una novità. Il nome scelto dalla casa giapponese, infatti, è tra i più evocativi della sua storia recente. La Transalp debuttò in Italia nel 1987, diventando subito uno dei modelli di maggior successo di Honda. Allora era spinta da un motore bicilindrico a V di 600 cc, cresciuto via via fino a 700 nelle ultime versioni, dal 2008 al 2013. Da allora, schiere di appassionati hanno chiesto a gran voce il ritorno di questa moto che, se nell’estetica richiamava le grandi «navi del deserto» che in quegli anni gareggiavano alla Parigi-Dakar, in realtà era un’eccellente moto stradale, comoda e disponibile a lasciarsi caricare, passeggero e bagagli, per lunghi raid… sull’asfalto. Eccoci quindi, a 35 anni di distanza, a parlare della nuova Honda XL 750 Transalp. Affrontiamo subito il tema del motore, che già dal nome del modello svela la sua cubatura (per la precisione, 755 centimetri cubici). Oltre alla cilindrata incrementata rispetto alla versione del 1987, i due cilindri sono ora paralleli, non più a V. Il propulsore, insomma, è lo stesso che muove un’altra novità Honda che si richiama ad un passato commercialmente glorioso: la Hornet, anch’essa presente a Eicma, ma svelata al Salone di Colonia del mese precedente. Risparmiando tutti i freddi numeri, basterà dire che gli ingegneri di Tokyo hanno lavorato per rendere il propulsore estremamente compatto, con una potenza di 92 Cv (la Transalp dell’87 ne aveva 55) e una coppia di 75 Nm (53 nell’87). Non manca, comunque, la versione depotenziata da 35kW, dedicata ai possessori di patente A2. Passando all’estetica, il richiamo al passato è evidente: il serbatoio/carena che scende sui lati, i fianchetti laterali e i cerchi dorati assomigliano molto a quelli di 35 anni fa. Peccato non aver rivisitato in chiave moderna anche il doppio terminale di scarico alto, altro elemento stilistico forte della prima Transalp. Ora il silenziatore, a terminale unico, è più in basso e meno caratterizzante. Anche il frontale si allontana, inevitabilmente, da quello del passato, che oggi apparirebbe troppo massiccio. Ora, si richiama decisamente alla NC750X. L’XL 750 Transalp è sicuramente una moto votata all’asfalto, anche se adatta, come la sua antenata, ai facili sterrati. E pensata per il turismo, facile com’è da caricare, grazie allo spazio a disposizione e al telaietto reggisella in tubi d’acciaio ad alta resistenza. A proposito di sella, l’altezza dal suolo è di 850 mm e la seduta è abbastanza stretta, in modo da consentire a (quasi) tutti di poggiare almeno un piede a terra. Anche il peso, di poco superiore ai 200 kg con il pieno di benzina, dovrebbe garantire agilità e facilità d’uso. Nutrito l’elenco degli accessori, dai bauletti al parabrezza alto, dalle manopole riscaldabili al quickshifter, ai tubolari laterali antiurto, volendo anche raggruppabili in cinque allestimenti: Urban, Touring, Adventure, Rally, Comfort. Tre i colori disponibili: bianco/azzurro (quello più simile alla Transalp originale), grigio e nero. L’Honda XL 750 Transalp arriverà dai concessionari la prossima primavera, a un prezzo ancora da definire.
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