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Longevity Fest 2025: i segreti della vita lunga da Harvard alla Sardegna

A Porto Cervo il Longevity Fest 2025 porta scienziati di Harvard, ricercatori sardi e Pupi Avati, premiato per la sua longevità creativa. Tra Blue Zone e menù della salute, il festival riflette su come vivere a lungo, ma soprattutto vivere meglio

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Ah, la longevità. Non è più la semplice arte di sopravvivere agli anni, ma la nuova giovinezza: un’età in cui si guarda allo specchio senza più pretendere l’illusione di cancellare le rughe, bensì il lusso di dar loro un significato. È un tema che non riguarda solo la durata della vita, ma il suo peso specifico: cosa ce ne facciamo di cent’anni, se li passiamo a rimpiangere i venti?

A Porto Cervo, dal 5 al 7 settembre, la Costa Smeralda si traveste da laboratorio della vita buona. Il Longevity Festival, giunto alla quarta edizione sotto la direzione artistica di Pietro Mereu, convoca medici, genetisti, epidemiologi e scienziati per discutere del tempo e di come abitarlo. Lì dove solitamente trionfa il superfluo, dalle borse più lucenti agli yacht più smisurati, si parlerà invece del necessario: l’alimentazione, la genetica, la qualità del vivere.

Longevity Fest 2025: i segreti della vita lunga da Harvard alla Sardegna

Ci saranno Frank Hu e Immaculata De Vivo, dalla prestigiosa Harvard T.H. Chan School of Public Health, a discutere di nutrizione ed epigenetica; Giovanni Scapagnini, neurologo e biochimico, a raccontare i segreti cellulari dell’invecchiamento; Giuseppe Passarino, pioniere nella genetica dei centenari; e Gianni Pes, colui che ha svelato al mondo la Sardegna come una delle Blue Zone, quelle rare aree in cui la vita sembra naturalmente allungarsi.

E mentre i ricercatori analizzano molecole e stili di vita, i ristoranti della Costa Smeralda, sotto l’egida di Coldiretti,  proporranno i loro Longevity Menu: fave, orzo, pecorino, mandorle, verdure di stagione. Gli stessi ingredienti che in Ogliastra e Barbagia permettono a uomini e donne di camminare ancora dritti ben oltre i novant’anni, ora serviti nei piatti d’argento dell’Hotel Pitrizza come se fossero caviale. 

Pupi Avati
Pupi Avati

Momento speciale del festival sarà l’assegnazione del Longevity Award a Pupi Avati. Non per un colesterolo esemplare o per la frequenza delle sue passeggiate, ma per qualcosa di più raro: la longevità creativa. Avati gira film da decenni e ancora oggi continua a interrogare il presente con la leggerezza e la profondità di chi non ha mai smesso di essere curioso. È forse questo il segreto più prezioso: la resistenza della mente, la capacità di rinnovarsi, di raccontare, di sorprendere. In altre parole, vivere a lungo non basta: bisogna restare vivi.

Hotel Pitrizza Resort
Hotel Pitrizza Resort

La Costa Smeralda, apparentemente lontana anni luce dai paesini dell’Ogliastra, condivide però con essi un filo sottile: l’amore per la Sardegna, terra che custodisce nelle sue pieghe un sapere antico. Qui la longevità non si misura in anni, ma in abitudini: una passeggiata tra le colline, una chiacchiera con i vicini, il vino bevuto senza fretta, il lavoro che non finisce mai del tutto. La filosofia del giusto e dell’evitare il superfluo. Sono riti che non hanno nulla di spettacolare, eppure riescono a battere qualunque laboratorio.

Hotel Pitrizza Resort
Hotel Pitrizza Resort

Il Festival non si limita ai convegni: la vicina Arzachena sarà protagonista di nuovi documentari, Arzachentos di Pietro Mereu e Finding the Blue con Gianni Pes, dedicati a indagare proprio le ragioni di questa sorprendente vitalità. Segno che la longevità non è un mito turistico, ma una materia viva, degna di indagine scientifica e culturale.

Forse, più che inseguire pillole miracolose o grafici di laboratorio, la lezione che emerge da queste giornate è semplice: la vita lunga è un dono fragile, e non si difende con la paura, ma con la curiosità. Non è questione di geni soltanto, ma di coltivare relazioni, di non smettere di fare, di non esagerare di prendersi cura del proprio involucro edi guardare avanti anche quando i passi si fanno lenti.

A Porto Cervo si parlerà di scienza e di cinema, di nutrizione e di memoria, di Harvard e di pecorino. Un intreccio insolito che ci ricorda come la vera longevità non sia mai arida sopravvivenza, ma resistenza culturale: l’arte di non smettere di vivere da protagonisti la propria età, qualunque essa sia. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 27/08/2025 11:59
Ultimo aggiornamento: 28/08/2025 11:04
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