Alle celebrazioni per l'avvio simbolico dei lavori per la costruzione della nuova diga di Genova la presenza forse più inaspettata ma al tempo stesso più significativa è stata quella di Gianluigi Aponte, il fondatore e presidente di Msc (Mediterranean Shipping Company). Il suo gruppo è fra quelli che trarrà maggiore beneficio dalla realizzazione di quest'opera che consentirà la manovra e l'approdo in sicurezza sia di navi portacontainer sia da crociera nel porto storico di Sampierdarena.
Domanda. Comandante Aponte, perché ha voluto essere presente a Genova per l'avvio dei lavori della nuova diga?
Risposta. Soprattutto per gratitudine verso le persone che si sono impegnate nel realizzare questo progetto, che sono il presidente dell'Autorità di sistema Portuale, il sindaco di Genova e il presidente della Regione Liguria. Hanno portato a termine questo lavoro molto rapidamente, un vero successo.
D. Perché ritiene fondamentale quest'opera?
R. Perché Genova al momento è ingolfata, abbiamo dei traffici che stanno crescendo e per farli crescere bisogna aumentare la capacità (portuale, ndr). Questo è l'unico modo. Aspettavamo che si facesse questa diga per portare navi più grandi e senza questa grande infrastruttura il porto non potrà mai crescere. Non saremo solo noi i beneficiari dell'opera ma lo saranno anche gli altri; saranno dei terminal container pubblici, il nostro (Terminal Bettolo, ndr) potrebbe essere pubblico perché non attraccheranno soltanto le nostre navi, ma anche quelle dei competitor. Genova grazie alla diga permetterà alle grandi navi di poter attraccare e questo permetterà di fare anche transhipment, cosa che oggi non si può fare. Investiremo circa 280 milioni e grazie alla diga potremmo portare 2 milioni di Teu di contenitori.
D. Una volta ultimata la diga lei ha detto che servirà un dry port nel basso Piemonte: si parla molto spesso di Rivalta Scrivia o di Alessandria. Cosa ne pensa?
R. Secondo me meglio Rivalta Scrivia, più vicina al porto.
D. Dopo tutte le acquisizioni completate integrando la catena logistica, in che direzione guarderete per crescere ancora? Cosa manca rispetto a quello che già avete?
R. C'è molto da fare. Non manca niente.
D. Ma in che direzione guarda Msc?
R. Ovviamente le cose più importanti sono le navi, quindi ci sviluppiamo molto in questo settore. Abbiamo un programma di crescita molto importante per le navi da carico e anche nel settore passeggeri. Poi ci sviluppiamo con tutto ciò che c'è intorno, perché ormai la logistica è integrata. Io penso che in futuro la logistica terrestre debba essere fatta dagli armatori.
D. C'è qualche fattore a livello macroeconomico che la preoccupa per il prossimo futuro?
R. No, niente. L'unica cosa è che dobbiamo stare attenti che l'America non interferisca troppo nella politica europea perché questo creerebbe squilibri sicuramente economici e di traffico da una nazione a un'altra. Ma noi ci adattiamo, qualora dovessero cambiare i flussi, cambiamo le nostre rotte e ci adegueremo.
D. Sul mercato traghetti, dove state crescendo molto e a breve dovreste rilevare il 49% di Moby, qualcuno (Grimaldi) ha segnalato ipotesi di intese restrittive della concorrenza o possibili abusi di posizione dominante. Cosa risponde?
R. Lasciamo fare alla concorrenza. C'è l'Autorità Antitrust e deciderà. Comunque viviamo in un mondo di concorrenza e ce la caviamo molto bene quando c'è concorrenza, quindi non ci fa paura niente.
D. L'acquisizione di Italo potrebbe fare parte di un ampliamento della vostra strategia di gruppo in Italia?
R. Potrebbe.
D. Invece per quanto riguarda il trasporto aereo, settore nel quale siete recentemente entrati con Msc Air Cargo, vede in quel segmento d'attività il prossimo terreno di battaglia?
R. No, non credo. Noi abbiamo già un aereo e ne riceveremo otto nei mesi a venire. Già l'aereo che abbiamo è profittevole.
D. Anche se i margini di guadagno si sono abbassati nel cargo aereo?
R. È chiaro, del resto è avvenuto dappertutto. Anche sulle navi.
D. Una compagnia aerea per il trasporto passeggeri interessa ancora? Era nei piani originari da voi annunciati con Lufthansa…
R. Non credo per il momento.
D. Però è ancora sul tavolo questa prospettiva?
R. No, ormai Ita è finita, viviamo senza Ita, non c'è problema.
D. Però un rientro, se Lufthansa dovesse acquisire Ita, è possibile? Si potrebbe ricreare quell'asse che c'era all'inizio?
R. Vedremo.
D. Non lo esclude?
R. No, non escludo mai niente. (riproduzione riservata)